Comitato Pastorale Calabrese: Dio non è queer, ma è Creatore che ha dato identità al genere umano

Comitato Pastorale Calabrese commenta dibattito su identità di genere e fede, sottolineando che Dio non si converte a noi.

Comitato Pastorale Calabrese commenta dibattito su identità di genere e fede, sottolineando che Dio non si converte a noi
Comitato Pastorale Calabrese commenta dibattito su identità di genere e fede, sottolineando che Dio non si converte a noi

Il Comitato Pastorale della Comunione Evangelica Calabrese ha risposto a un dibattito recente che ha sollevato questioni tra identità di genere e fede. La nota, pubblicata il 29 luglio 2026, risponde a una domanda che ha lasciato perplessi molti fedeli: “Se Dio ci ha fatto a sua immagine e somiglianza, allora quale Dio ha creato le persone queer?” La posizione dei cristiani evangelici calabresi si basa su un’interpretazione biblica che rifiuta l’idea di un Dio che si adatta alle identità umane. Secondo il comunicato, Dio non si converte a noi, ma è il Creatore che ha dato identità al genere umano.

Fede cristiana e fondamenti biblici

Il Comitato Pastorale ha sottolineato che la fede cristiana non è una tradizione, ma un’identità basata sul Vangelo di Gesù Cristo. I cristiani evangelici calabresi rifiutano l’idea di ridurre Dio all’immagine terrena di uomo o donna. Secondo il comunicato, Dio non è né maschio né femmina, né uomo né donna. Tuttavia, ha una personalità interiore ben chiara, che ha trasmesso al genere umano. La Bibbia presenta un Dio che si rapporta “come un padre pietoso verso i suoi figli” e “come una madre che consola un figlio”. Queste immagini non sono un’identificazione sessuale, ma una rappresentazione delle caratteristiche genitoriali che Dio ha condiviso con l’umanità.

Dio non si converte a noi, ma è il Creatore che ha dato identità al genere umano. Il Comitato Pastorale ha anche sottolineato che il principio biblico “Dio fece l’uomo a propria immagine” è stato ribaltato in una visione in cui l’uomo si fa un Dio a propria immagine. Questo, secondo i cristiani evangelici, è un errore che porta a una distorsione della natura di Dio.

La creazione umana e la natura di Dio

Dio ha creato l’uomo e la donna come due generi sessuali distinti. Ogni genere riceve una parte del carattere genitoriale di Dio: l’uomo è padre, la donna è madre. Non è Dio che deve somigliare a noi, ma siamo noi a doverci lasciare modellare da Lui. Il Comitato Pastorale ha espresso la sua preoccupazione per il tentativo di ridurre Dio all’immagine terrena di uomo o donna. Secondo il comunicato, questo metodo è sbagliato per risolvere l’incoerenza tra fede e vita quotidiana.

La fede cristiana non è una tradizione, ma un’identità basata sui fondamenti teologici ispirati alle Sacre Scritture. I cristiani evangelici calabresi rifiutano l’idea di un Dio che si adatta alle identità umane. Secondo il comunicato, Dio non è queer, poiché non è privo di identità e non è “un tipo” con un’identità instabile. La fede cristiana è un’identità evangelica, basata sul Vangelo di Gesù Cristo, e non su tradizioni o inclinazioni personali. Il Comitato Pastorale ha ricordato che la fede cristiana è un’identità che si basa sul Vangelo di Gesù Cristo. Non importa ciò a cui, con le tradizioni, gli uomini siano pervenuti, ma ciò che Cristo ha insegnato. Solo attraverso il sacrificio di Cristo, attraverso la conversione e il pentimento, possiamo trovare armonia con Dio e l’identità vera che Lui ci ha dato. Rassegniamoci senza ulteriori tentativi: Dio non si convertirà mai a noi.