Il Qatar punta sui diamanti mentre lo stretto di Hormuz blocca il gas
Il Qatar lancia un mercato di diamanti per diversificare l’economia, mentre lo stretto di Hormuz ostacola le esportazioni di gas.
Il Qatar, uno dei paesi più ricchi del Golfo, sta cercando di diversificare la sua economia, lanciando un mercato di diamanti mentre lo stretto di Hormuz, il principale varco marittimo per le esportazioni di gas, rimane bloccato da mesi. La crisi del Golfo, scatenata da un conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, ha messo in ginocchio le rotte commerciali e ha costretto il Qatar a cercare nuove opportunità. Il mercato dei diamanti, appena inaugurato, rappresenta un tentativo di ridurre la dipendenza dal gas, ma non è sufficiente a compensare la perdita di miliardi di dollari.
Un mercato di diamanti per un’economia in crisi
Il Qatar Diamond Exchange, inaugurato il 27 luglio, è un mercato regolamentato per comprare, vendere e custodire diamanti grezzi e lavorati. La struttura si trova nella zona franca di Ras Bufontas, vicino all’aeroporto di Doha. L’obiettivo è diventare un polo di riferimento per il commercio di pietre preziose, sul modello di Anversa o Dubai. Tuttavia, il mercato è ancora agli inizi e non può sostituire immediatamente le entrate derivanti dal gas.
Il Qatar punta a diventare un polo di riferimento per i diamanti, ma la sua economia dipende ancora dal gas.
Lo stretto di Hormuz, il solo varco marittimo attraverso cui il Qatar esporta il gas, è bloccato da marzo, a causa della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. Prima del conflitto, il Qatar dipendeva quasi esclusivamente da questa rotta, con oltre cento navi al giorno in transito. Oggi, ne passano meno di dieci, causando una perdita stimata a marzo in circa 20 miliardi di dollari l’anno. Il Qatar, che produce circa un quinto del gas liquefatto consumato a livello mondiale, non ha alternative per bypassare lo stretto.
Una strategia di lungo periodo o un’emergenza?
Le autorità qatariote non hanno mai ufficialmente collegato il lancio del Qatar Diamond Exchange alla crisi di Hormuz. Hanno parlato di “diversificazione economica” come parte della Qatar National Vision 2030, una strategia di lungo periodo. Tuttavia, la tempistica non è casuale: il mercato dei diamanti è nato proprio nel momento in cui il Qatar si trova a fronteggiare una crisi senza precedenti. La dipendenza dal gas, che rappresenta quasi tutta la ricchezza del Paese, si rivela fragile.
La crisi del Golfo ha reso evidente la fragilità dell’economia qatariota, che si basa su un’unica rotta marittima.
Il Qatar può contare su uno dei fondi sovrani più grandi al mondo, accumulato in decenni di rendite energetiche. Non è un Paese sull’orlo del collasso finanziario, ma la sua economia si basa su un’unica via d’uscita: lo stretto di Hormuz. Il mercato dei diamanti, pur non essendo una soluzione immediata, rappresenta un segnale di intenti. Il Qatar cerca di ridurre la dipendenza dal gas, ma il problema non è solo economico: è anche geopolitico.
La competizione tra monarchie del Golfo
Il Qatar non è l’unico a cercare di diversificare l’economia. Dubai, che già domina il mercato dei diamanti, ha un giro d’affari che vale decine di miliardi di dollari. Il lancio del Qatar Diamond Exchange rappresenta un’ulteriore sfida per l’emirato vicino, proprio nel momento in cui Dubai si concentra sulla sua leadership nel settore. La competizione tra Doha e Abu Dhabi si intensifica, anche mentre la regione affronta la crisi più seria degli ultimi anni.
La rivalità tra i paesi del Golfo si fa più evidente in un momento di crisi economica.
Il Qatar, pur non essendo sull’orlo del collasso, deve trovare nuove vie per garantire la sua stabilità. Il mercato dei diamanti è un passo in questa direzione, ma non è sufficiente a risolvere i problemi legati alla dipendenza dal gas. La crisi del Golfo ha messo in luce una verità: anche le economie più solide dipendono da tratti di mare che non controllano. La diversificazione, una parola ripetuta per anni, si trasforma in una necessità concreta.
