Enel Corigliano Rossano, sospesa protesta per tagli ore: stop temporaneo ma vertenza aperta

Enel Corigliano Rossano sospende protesta per tagli ore: sospeso per un mese, vertenza aperta

Lavoratori incatenati davanti alla centrale Enel a Corigliano Rossano, protesta sospesa dopo accordo per un mese
Lavoratori incatenati davanti alla centrale Enel a Corigliano Rossano, protesta sospesa dopo accordo per un mese

Protesta sospesa, ma vertenza aperta

A Corigliano Rossano, la protesta dei due lavoratori della CM Service, incatenati davanti alla centrale Enel, è stata sospesa dopo che l’azienda ha annunciato la sospensione dei tagli all’orario di lavoro per un mese. La decisione ha permesso ai sindacati di aprire un’ulteriore finestra per affrontare la vertenza, pur rimanendo aperta la questione occupazionale. I lavoratori, entrambi padri di famiglia e monoreddito, avevano protestato contro la riduzione delle ore di lavoro prevista a partire dal prossimo 1° agosto. La sospensione della protesta è stata motivata dall’apertura arrivata dall’azienda, che ha concesso un periodo di tempo utile per trovare una soluzione definitiva.

La riduzione dei costi rischia di colpire l’occupazione Secondo le organizzazioni sindacali, la decisione di ridurre i costi durante il mese di agosto si starebbe traducendo in pesanti ricadute occupazionali. I sindacati hanno sottolineato che i lavoratori non sono costi, ma persone che devono essere rispettate. «I lavoratori non sono costi, sono persone e vanno rispettati», affermano Andrea Ferrone della Cgil e Luciano Campilongo della Uil. La vertenza, però, non si è conclusa, anzi, resta aperta e richiede un intervento immediato da parte delle istituzioni locali.

Un appello alle istituzioni per un tavolo serio

I sindacati hanno rivolto un appello al sindaco Flavio Stasi, chiedendogli di promuovere un incontro tra le parti per trovare una soluzione definitiva. «Chiediamo a gran voce che il sindaco Flavio Stasi si faccia promotore di un incontro tra le parti per affrontare la vicenda in un tavolo serio, possibilmente in Prefettura, evitando ulteriori giornate di blocco delle attività in centrale e rischi per la pubblica sicurezza», affermano Ferrone e Campilongo. L’appello è rivolto anche a Enel e alla ditta CM Service, che sono chiamate a trovare un accordo per evitare ulteriori tagli e garantire la stabilità del lavoro.

La politica è chiamata a rispondere La mancanza di interventi politici ha portato a una situazione di crisi occupazionale, che i sindacati chiedono di affrontare in un tavolo serio. «È una situazione vergognosa dovuta all’ignavia della politica che nel tempo non ha mai ricercato seriamente soluzioni al problema», dichiarano i sindacalisti. La vertenza ha radici che risalgono al 2022, quando l’amministratore delegato di Enel, Cattaneo, ha cancellato con un tratto di penna il progetto di riconversione ad idrogeno, costruito con il supporto dell’Università della Calabria.

La sospensione dei tagli per un mese è vista come un primo risultato positivo, ma i sindacati sottolineano che la vertenza resta aperta e richiede un intervento immediato. «I lavoratori hanno cessato la protesta poiché Enel ha comunicato un mese di tempo senza tagli. È un primo risultato, ma la vertenza resta aperta e continueremo a vigilare affinché si arrivi a una soluzione definitiva a tutela dell’occupazione», concludono Ferrone e Campilongo. La questione, però, non si risolve solo con un accordo tra aziende e sindacati, ma richiede un impegno politico e una strategia a lungo termine per salvaguardare l’occupazione e lo sviluppo della zona.