Zanzare in aumento, emergenza Febbre del Nilo in Sardegna
Zanzare in aumento, emergenza Febbre del Nilo in Sardegna: primo decesso nel 2026

Emergenza zanzare, il primo decesso per Febbre del Nilo in Sardegna
Nelle ultime tre settimane l’incremento delle zanzare è stato da record, con un aumento che ha già raggiunto il picco in anticipo rispetto al passato. La morte di una donna oristanese di 90 anni, avvenuta due giorni fa, segna il primo decesso per Febbre del Nilo in Sardegna e in Italia nel 2026. L’anziana era ricoverata al San Martino con febbre alta, ma non è riuscita a superare l’infezione. La notizia ha scatenato un allarme immediato, con interventi di disinfestazione e controlli da parte delle autorità locali.
La morte di un’anziana segna un punto di svolta per l’emergenza La Provincia ha avviato immediatamente le misure previste dal protocollo, tra cui la disinfestazione nella zona del liceo Scientifico, dove viveva la vittima. L’area sarà trattata nel raggio di 200 metri, mentre si effettuerà un sopralluogo nella casa della donna per accertare l’eventuale presenza di focolai. L’impegno della Provincia è massimo, con interventi già programmati in altre zone del territorio.
Le cause: clima e ambiente
Sotto accusa i cambiamenti climatici, che hanno avuto un impatto pesante sulle condizioni ambientali. L’inverno è stato praticamente assente, con un raffrescamento dell’aria solo verso aprile, ma le zanzare erano già attive. Giugno è stato un mese estremo, con un aumento notevole degli insetti. Le ondate di calore degli ultimi giorni hanno avuto un doppio effetto: da un lato hanno messo in grave sofferenza le femmine adulte, che vivono fino a 4 settimane a 35 gradi, ma dall’altro hanno accelerato lo sviluppo da uovo a zanzara adulta, aumentando la popolazione.
Temperature estreme accelerano la diffusione del virus L’esperto Claudio Venturelli ha spiegato che il caldo elevato ha ridotto la longevità delle zanzare adulte, ma ha favorito la velocità di sviluppo delle larve. «Quando si supera la soglia dei 35 gradi, si scende a una quindicina di giorni», ha detto. Questo fenomeno ha reso più complessa la gestione dell’emergenza, con un aumento del rischio di diffusione del virus West Nile, che si trova in alcune delle “Culex” che svolazzano indisturbate.
Le criticità dell’Oristanese
Oltre al clima, nell’Oristanese la situazione è ancora più delicata per la presenza di zone umide, canali d’irrigazione, fontane e laghetti poco curati, nonché risaie. «Durante la fase di asciutta, le zanzare depongono le uove, e quando i campi di riso vengono allagati si creano le condizioni ideali per la nascita delle larve», ha spiegato l’esperto. La produzione di riso è un’importante voce dell’economia locale, ma il problema richiede un equilibrio tra interessi agricoli e salute pubblica. La collaborazione dei cittadini è fondamentale «Resta fondamentale la prevenzione costante e la collaborazione dei cittadini – ripete l’esperto – anche il più piccolo ristagno d’acqua può essere pericoloso». La task force, composta da Provincia, Asl e istituto zooprofilattico, ha messo in atto un notevole investimento economico e un maggior numero di disinfestatori per fronteggiare un fenomeno sempre più complesso e preoccupante. L’obiettivo è contenere il rischio e proteggere la popolazione da un’emergenza che sembra già in atto.
