Deloitte: necessari nuovi investimenti in infrastrutture per rafforzare sovranità digitale e finanziaria in Europa

Deloitte sottolinea la necessità di nuovi investimenti in infrastrutture tecnologiche per rafforzare la sovranità digitale e finanziaria in Europa.

Un gruppo di esperti analizza la dipendenza europea da infrastrutture esterne e la necessità di investimenti per la sovranità digitale
Un gruppo di esperti analizza la dipendenza europea da infrastrutture esterne e la necessità di investimenti per la sovranità digitale

La trasformazione digitale e finanziaria richiede nuovi investimenti

La crescita dei servizi digitali, la diffusione dell’intelligenza artificiale e l’evoluzione delle infrastrutture di pagamento rendono sempre più imprescindibile a livello europeo la trasformazione dell’ecosistema digitale e finanziario. Secondo il rapporto OCSE–Banca d’Italia sull’AI nei mercati finanziari italiani, il 39% degli operatori intervistati utilizza già l’AI nell’operatività quotidiana, con punte del 70% nel comparto assicurativo e del 59% in quello bancario. Questi dati evidenziano una rapida adozione tecnologica, ma anche una crescente dipendenza da infrastrutture esterne. La dipendenza da infrastrutture extraeuropee è un problema strutturale

Una dipendenza che riguarda anche i pagamenti, con quasi due terzi delle transazioni con carta realizzate nell’area euro che transitano su infrastrutture extraeuropee. Secondo gli ultimi dati della Banca Centrale Europea, nel primo semestre del 2025 i pagamenti non cash dell’area euro hanno raggiunto quota 77,7 miliardi, in crescita del 7,7% su base annua, ma le infrastrutture su cui poggiano queste transazioni soffrono di una condizione di dipendenza strutturale da fornitori extra-UE. L’esempio più immediato è il mercato del cloud computing, dove il maggiore operatore europeo ha solamente una quota del 2%.

La collaborazione pubblico-privato è chiave per la sovranità digitale

Affrontare questa dipendenza con un approccio di collaborazione tra pubblico e privato è fondamentale per dare più vigore alla competitività e all’autonomia strategica europea. “Come Knowledge Partner di ABI”, dichiara Fabio Pompei, CEO di Deloitte Italia, “ci siamo posti l’obiettivo di contribuire a identificare le priorità dell’agenda economica di fronte alle trasformazioni della transizione digitale. La relazione tra il sistema finanziario e le infrastrutture digitali è una di queste priorità.” La governance e la collaborazione sono elementi centrali

Lo studio individua tre principali direttrici di riflessione, a partire dal ruolo della governance in quanto il quadro normativo europeo rappresenta un passo importante nel rafforzamento della resilienza del sistema, ma occorrono nuove forme strutturate di collaborazione tra istituzioni pubbliche e operatori privati. A questo aspetto si affiancano in maniera complementare una responsabilità condivisa su più livelli – tra intermediari finanziari, istituzioni e cittadini – e l’impatto dell’AI con una crescente adozione che sta accelerando la trasformazione del settore finanziario, ma rende ancora più centrale il tema delle infrastrutture tecnologiche sottostanti.

Un’accelerazione che si scontra con un basso livello di alfabetizzazione digitale

Un’accelerazione che però si scontra con un basso livello di alfabetizzazione finanziaria digitale, misurato per la prima volta nell’edizione 2023 dell’indagine IACOFI della Banca d’Italia, pari ad appena 4,6 su 10. Nel confronto internazionale dell’OECD/INFE 2023, l’Italia si colloca sotto la media dei 39 Paesi partecipanti, tra gli ultimi posti dell’Unione Europea. La sovranità digitale e finanziaria richiede un approccio integrato “Un approccio integrato capace di coniugare innovazione tecnologica, capacità infrastrutturali e nuovi strumenti di governance”, conclude Luigi Capitanio, Strategy and Business Design Leader di Deloitte Emea, “riguarda l’intero ecosistema, dalle istituzioni agli operatori finanziari, fino a imprese e cittadini. Un salto in avanti che passa dallo sviluppo di competenze, dalla diversificazione delle infrastrutture tecnologiche e dalla costruzione di forme più strutturate di collaborazione tra settore pubblico e privato per far fronte alla crescente adozione dell’IA come abilitatore principale della trasformazione del settore finanziario.”