Corte d’Appello annulla condanna a Ilaria Salis per notifica carente

Corte d’Appello annulla condanna a Ilaria Salis per notifica carente, richiede nuovo esame

La Corte d’Appello di Milano ha annullato la condanna inflitta a Ilaria Salis, europarlamentare di Avs, per un caso di risarcimento danni legato al licenziamento di due ex assistenti. La decisione, resa martedì 13 ottobre, ha stabilito che la vicenda torni davanti al Tribunale, sezione Lavoro, per un nuovo esame. La motivazione principale del collegio, presieduto dalla giudice Silvia Marina Ravazzoni, riguarda la mancanza di informazioni dettagliate sulle ricerche effettuate durante la notifica, considerate insufficienti e generiche. La sentenza ha evidenziato una carenza formale nella procedura di notifica, che ha reso illegittima la sentenza di primo grado.

Notifica carente e mancanza di informazioni

Secondo le motivazioni della Corte, la notifica iniziale, effettuata il 14 ottobre 2025, non ha fornito elementi sufficienti per accertare l’effettiva irreperibilità di Ilaria Salis. L’ufficiale giudiziario ha certificato di non aver trovato l’abitazione e ha dichiarato “Vane le ricerche esperite in loco”, senza indicare specifici dettagli sulle attività svolte. La sentenza sottolinea che non è stato documentato se siano state compiute altre verifiche, né se l’ufficiale abbia consultato condomini o vicini per ottenere informazioni utili.

La Corte ha ritenuto che la procedura di notifica non rispettasse gli standard minimi di diligenza. Dalla documentazione emerge un solo accesso all’indirizzo indicato, senza elementi che permettano di ricostruire le ricerche effettuate. Inoltre, non è stato effettuato alcun ulteriore tentativo di notifica, né è stato utilizzato un altro canale, come il deposito nella casa comunale, senza ulteriori azioni.

La difesa di Salis aveva sottolineato il difetto di notifica, sostenendo che l’europarlamentare non aveva ricevuto alcuna comunicazione né i suoi legali.

Procedura non conforme all’ordinaria diligenza

La Corte ha ritenuto che la procedura di notifica non rispettasse gli standard minimi di diligenza. Dalla documentazione emerge un solo accesso all’indirizzo indicato, senza elementi che permettano di ricostruire le ricerche effettuate. Inoltre, non è stato effettuato alcun ulteriore tentativo di notifica, né è stato utilizzato un altro canale, come il deposito nella casa comunale, senza ulteriori azioni. La sentenza di 15 pagine ricostruisce i tentativi di notifica e individua proprio nelle modalità con cui furono eseguiti il motivo dell’annullamento. La Corte ha evidenziato che la mancanza di informazioni dettagliate e la non conformità alle procedure di diligenza hanno reso la notifica insufficiente, rendendo la sentenza di primo grado illegittima. La decisione ha rilevanza non solo per la vicenda specifica, ma anche per il rispetto delle procedure legali nella notifica di atti giudiziari.

La sentenza ha messo in luce la necessità di una corretta e completa documentazione durante i tentativi di notifica, al fine di garantire la tutela dei diritti di difesa.

La Corte ha disposto che la vicenda torni davanti al Tribunale, sezione Lavoro, per un nuovo esame. Questo significa che la condanna a Ilaria Salis, che prevedeva un risarcimento di circa 300mila euro, sarà revocata e sarà necessario ripartire da zero. La decisione ha rilevanza non solo per la vicenda specifica, ma anche per il rispetto delle procedure legali nella notifica di atti giudiziari.