Sigfrido Ranucci non tornerà a condurre Report: il Tribunale del Lavoro di Roma respinge il ricorso
Il Tribunale del Lavoro di Roma ha respinto il ricorso di Sigfrido Ranucci per la rimozione da Report, senza confermare l’esistenza di pressioni politiche.
Sigfrido Ranucci non tornerà a condurre Report. Il Tribunale del Lavoro di Roma ha respinto il ricorso presentato dal giornalista, che aveva chiesto il reintegro immediato al suo posto di lavoro. La decisione, motivata da tre elementi chiave, conferma che la rimozione da Report non è illegittima e che la Rai ha il diritto di scegliere liberamente il conduttore del programma. La giudice Donatella Casari ha sottolineato che le pressioni politiche non sono state dimostrate con prove sufficienti, e che la decisione della Rai è legittima e attuabile.
Le motivazioni del rigetto
Il Tribunale ha evidenziato che non esiste un nesso causale tra pressioni politiche e rimozione di Ranucci. Secondo la giudice, non sono state presentate prove sufficienti per dimostrare che esponenti politici abbiano orchestrato la decisione di rimuovere il cronista dalla conduzione del programma. Inoltre, la Rai ha il diritto di scegliere liberamente il conduttore e il gruppo degli autori di un programma facente parte del palinsesto aziendale. Questo significa che la decisione di sostituire Ranucci non è illegittima, ma semplicemente una scelta aziendale.
Le prove non hanno dimostrato l’illegittimità della rimozione. Il ricorso presentato da Ranucci, con l’aiuto del legale Roberto De Vita, ha chiesto di verificare se fosse legittimo rimuovere l’autore e conduttore del principale programma d’inchiesta del servizio pubblico sulla base di formule generiche, senza indicare un solo fatto concreto a suo carico, dopo settimane di pubbliche pressioni politiche dirette esattamente a ottenere quella rimozione. Tuttavia, il Tribunale ha ritenuto che non siano state fornite prove sufficienti per supportare questa tesi.
La situazione attuale di Ranucci
Attualmente, Sigfrido Ranucci è sospeso per 10 giorni a causa di una condotta ritenuta scorretta dai vertici aziendali. La sua posizione è in attesa di decisioni future, e il Tribunale ha chiarito che il reintegro non è attuabile. Report, in attesa di nuovi conduttori, continuerà a essere trasmesso senza di lui. Il futuro in Rai per Ranucci dipende dalle alternative d’impiego che la Rai gli presenterà, e dovrà decidere se accettarle o no. Il Tribunale ha stabilito che la Rai ha il diritto di modificare i conduttori. Questo determina che Report ripartirà con nuovi conduttori, e Ranucci dovrà decidere se accettare le alternative d’impiego proposte o meno. Il futuro in Rai per il giornalista, che ha lavorato per oltre trent’anni, appare incerto e in attesa di nuove decisioni.
Il clima interno alla redazione, creatosi dopo l’attentato subìto da Ranucci, e le rimostranze dei colleghi, hanno contribuito a una decisione di ristabilire condizioni di lavoro più serene. Nonostante ciò, la matrice politica rimane eventuale e non confermata. Il Tribunale ha stabilito che, se non sono state dimostrate le motivazioni politiche alla base della scelta di Viale Mazzini, la Rai conserva il diritto di modificare i conduttori e gli autori dei propri programmi.
