Mara Carfagna chiede parità di genere nei capilista e nelle nomine

Mara Carfagna chiede parità di genere nei capilista e nelle nomine, in vista della legge elettorale.

Mara Carfagna, deputata e segretaria di Noi Moderati, ha lanciato un appello per la parità di genere nei capilista e nelle nomine, in vista della legge elettorale che sta per essere approvata. «Non condivido l’allarme specifico», ha detto la leader del centrodestra, ma ha sottolineato l’importanza di garantire uguaglianza nelle scelte di territorio, nei ruoli di governo e nelle nomine. La sua richiesta arriva in un momento in cui la rappresentanza femminile nel Parlamento è al centro delle discussioni, dopo le critiche rivolte alle «franche tiratrici» del luglio scorso.

La battaglia delle donne per la visibilità

Carfagna ha ricordato come, con ogni legge elettorale, le donne abbiano dovuto lottare per ottenere posizioni eleggibili, anche a sinistra. «Con ogni legge elettorale, e l’Italia ne ha già viste parecchie, le donne hanno dovuto battagliare per ottenere posizioni eleggibili, anche e soprattutto a sinistra», ha sottolineato. L’esempio più recente risale al 2018, quando l’alternanza di genere era prevista, ma le pluricandidature femminili furono usate per favorire più uomini. Dopo il voto, le donne del Pd protestarono pubblicamente, con la «foto di famiglia» dei Democratici che mostrava quattro uomini incravattati che salivano al Colle.

La legislatura ha segnato un passo avanti oggettivo per il mondo femminile. La nomina della prima donna presidente del Consiglio nella storia italiana ha dimostrato che le donne possano esercitare ruoli di massima responsabilità come e meglio degli uomini. Il record di durata del governo, unito al consenso record che Meloni ha mantenuto dalle elezioni a oggi, ha rovesciato il vecchio stereotipo che vuole le donne fragili, poco stabili, inadatte a gestire il potere.

Un futuro di parità e di scelte condivise

Carfagna ha espresso la sua speranza che Elly Schlein possa vincere la sua battaglia per rappresentare il fronte progressista. «Una sfida tra donne sarebbe un segnale di cambiamento potente per un Paese che è arrivato alla parità con grande ritardo», ha concluso. Inoltre, ha sottolineato l’importanza di un’azione congiunta tra i partiti per garantire una maggiore rappresentanza femminile nei luoghi dove si decide. «L’appello può e deve essere più vasto. Parità nei capilistati, parità nelle scelte di territorio, parità – in futuro e chiunque vinca – nei ruoli di governo, nelle nomine, nelle presidenze di Commissione», ha ripetuto.

La campagna elettorale ha visto la premier Meloni tornare all’antico Molti. Molti parlano di Vannacci come ago della bilancia. Tuttavia, Carfagna ha espresso dubbi su questa figura, sottolineando che «Vannacci più che ago è ego di se stesso». Per quanto riguarda il centro, ha ritenuto che sia già ago della bilancia. «I confusi tentativi del campo largo di allestire una proposta centrista che controbilanci l’estremismo di Avs e M5S lo confermano: vedremo che cosa ne uscirà, ma dubito che un esperimento in extremis possa convincere i moderati a scegliere un campo progressista dominato da posizioni radicali», ha concluso.

La deputata ha anche sottolineato l’importanza di un confronto interno per rafforzare la posizione del centrodestra prima del voto. «La legislatura ha ancora molti mesi davanti. Credo che il centrodestra debba confrontarsi sul lavoro da fare per arrivare al voto in una posizione ulteriormente rafforzata», ha detto. Chiusa la partita della riforma elettorale, ci si dovrà occupare soprattutto di questo.