Umberto Bossi non entra nel Pantheon di Varese, il Senatur ritira la candidatura
Umberto Bossi non entra nel Pantheon di Varese, il Senatur ritira la candidatura
Il nome di Umberto Bossi non entrerà nel Famedio cittadino di Varese. La candidatura del fondatore della Lega, ritirata dal consigliere leghista Stefano Angei, ha segnato un momento cruciale nella selezione dei nomi da inserire nel Pantheon varesino. La decisione, presa dopo un dibattito interno tra i membri della commissione incaricata del vaglio, è stata motivata da perplessità territoriali e contrapposizioni politiche. Tra i profili ammessi figurano storici, intellettuali e figure di rilievo per la città, come Pietro Macchione e Giovanni Pierantozzi, insieme a personaggi noti per la loro contribuzione alla cultura, alla storia e alle istituzioni locali e nazionali.
Le motivazioni per il ritiro della candidatura
Stefano Angei, consigliere comunale della Lega, ha scelto di ritirare la proposta di iscrizione del “Senatur” dopo le perplessità emerse durante la discussione. La commissaria del Partito Democratico Manuela Lozza e il commissario della lista “Lavoriamo per Varese” Giuseppe Pullara hanno sollevato dubbi sull’opportunità dell’inserimento del nome di Bossi, considerando le sue origini anagrafiche e la sua residenza storica a Gemonio. Tuttavia, Angei e il consigliere Eugenio De Amici (Fratelli d’Italia) hanno difeso il peso storico e politico della figura di Bossi, sottolineando il suo ruolo nel contesto nazionale.
Con la rinuncia a Bossi, la commissione ha proseguito il vaglio degli altri nomi compresi nella lista. Tra i profili ammessi figurano l’editore e storico Pietro Macchione (1943–2026) e lo storico magistrato Giovanni Pierantozzi (1933–2021), insieme a figure di rilievo come Scipione Riva Rocci, Luigi Sacco, Don Vittorione Pastori, Lodovico Pogliaghi, Giuseppe Armocida e Luigi Ambrosoli. Altri nomi valutati includono Edoardo Chiesa, Carlo Sonzini, Leopoldo Giampaolo, Giovanni Montorfano, Cornelio Roella, Giuseppe Bortoluzzi e Livio Ghiringhelli, tutti riconosciuti per il loro contributo alla città e alla comunità.
La lista dei candidati e il futuro del Famedio
La lista definitiva dei candidati passerà ora all’approvazione finale del consiglio comunale. Tra i nomi valutati, si segnala anche Luigi Sacco, noto per la sua importanza nella storia varesina, sebbene per il momento sia stato cassato a causa del limite di nascita imposto dalla commissione. Il Famedio di Varese, un progetto che mira a celebrare i contributi di figure significative, si avvia verso un’ultima fase di selezione, con l’obiettivo di presentare un elenco rappresentativo della storia e della cultura locale.
La decisione di ritirare la candidatura di Umberto Bossi ha suscitato reazioni diverse, con alcuni membri della commissione che hanno espresso apprezzamento per il suo ruolo storico, mentre altri hanno sottolineato la necessità di un legame diretto con la città. La discussione ha evidenziato le differenze politiche e le perplessità territoriali, ma non ha impedito al processo di procedere. Il Famedio di Varese, in quanto simbolo di memoria e riconoscimento, continua a rappresentare un progetto di grande rilevanza per la comunità varesina. La commissione ha valutato una lista di nomi che coprono diversi settori e contributi. Tra i candidati, si trovano storici, medici, artisti e figure pubbliche che hanno lasciato un segno nella vita della città. La selezione è stata condotta con attenzione e rispetto per la memoria storica.
