Liceo Amaldi e “Sudario di Gaza”: Valditara invia ispettori per verificare la comunicazione
Il ministro Valditara invia ispettori al liceo Amaldi per verificare la comunicazione su un corteo pro Gaza. La scuola chiarisce non aver organizzato alcuna manifestazione.
Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha disposto un’ispezione al Liceo “Edoardo Amaldi” di Novi Ligure, a seguito di una comunicazione pubblicata sul registro elettronico dell’istituto che promuoveva un corteo in programma sabato 10 ottobre a Alessandria, intitolato “Sudario di Gaza”. L’evento, che prevedeva l’esposizione di un lenzuolo recante i nomi dei 18.457 minori palestinesi uccisi nella Striscia di Gaza, ha suscitato proteste da parte di diversi partiti, tra cui la Lega e Forza Italia, accusando la scuola di potenziale indottrinamento. La scuola, però, ha chiarito che non ha organizzato, patrocinato né finanziato alcuna manifestazione pubblica.
La scuola chiarisce: non ha organizzato alcuna iniziativa
Il preside Michele Maranzana ha spiegato che l’evento in programma non è stato organizzato né promosso dal liceo, ma è stato promosso autonomamente da una rete di associazioni della società civile, senza alcun legame con l’istituto. La comunicazione interna, che aveva menzionato un “viaggio in treno organizzato dall’Istituto”, era frutto di un’imprecisione redazionale. Si trattava, in realtà, di un servizio informale di coordinamento logistico offerto da alcuni docenti per studenti che avevano liberamente scelto di partecipare a iniziative extra-scolastiche. La scuola ha sottolineato che non ha mai configurato un’uscita didattica o una gita ufficiale. La scuola non ha alcun ruolo nell’organizzazione del corteo. La comunicazione interna era errata e non ha mai indicato un’organizzazione scolastica. La scuola ha garantito che ogni partecipazione era volontaria e non vincolata.
Coerenza con i valori costituzionali e la tutela dei diritti umani
La scuola ha ribadito che l’attenzione alle tematiche relative ai diritti umani e alla tutela delle popolazioni civili nei contesti di conflitto si svolge nel rispetto dell’Articolo 11 della Costituzione Italiana. L’iniziativa è stata approvata in conformità con le linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica e con una mozione approvata dal Collegio dei Docenti e dal Consiglio di Istituto il 1° settembre 2025. L’attenzione a questi temi, ha spiegato la scuola, prescinde da qualsiasi schieramento politico e risponde al principio di pluralismo.
La scuola promuove il pensiero critico e la formazione di opinioni autonome. L’obiettivo è garantire che ogni studente possa sviluppare un’opinione libera e non condizionata, attraverso la contestualizzazione storica e il confronto aperto sotto la guida dei docenti. Per eliminare ogni dubbio o strumentalizzazione, la scuola ha pubblicato sul Registro Elettronico una nota di chiarimento che precisa la natura strettamente individuale e volontaria di qualsiasi partecipazione. Sono state fornite tutte le necessarie e dettagliate spiegazioni all’Ufficio Scolastico Regionale mediante una relazione di riscontro. La scuola ha reiterato la propria fedeltà ai principi costituzionali, alla trasparenza e alla propria missione educativa, respingendo ogni lettura distorta che ne leda la neutralità e il valore pedagogico.
Il ministro Valditara ha ribadito che la scuola costituzionale è quella che educa allo spirito critico, al pluralismo e che rifiuta ogni forma di indottrinamento. La pratica dell’indottrinamento degli studenti, ha sottolineato, appartiene soltanto ai regimi totalitari. L’ispezione disposta dal Ministero servirà a ricostruire puntualmente i fatti e ad accertare le relative responsabilità, in caso di conferma di eventuali violazioni della deontologia professionale.
