Brad Binder: il pneumatico di riserva di Michelin avrebbe resistito a tre gare a Motegi

Brad Binder dice che il pneumatico di riserva di Michelin avrebbe resistito a tre gare a Motegi, nonostante un setup conservativo.

Brad Binder, pilota della Red Bull KTM Factory Racing, ha espresso un’opinione non del tutto soddisfatta sul pneumatico di riserva utilizzato durante il Gran Premio di Giappone 2026. Il pilota ha rivelato che il pneumatico duro, scelto come opzione di sicurezza da Michelin, avrebbe potuto resistere a distanze molto più lunghe di quelle richieste durante la gara. La scelta del pneumatico, che ha combinato la formula morbida con una costruzione più resistente, era vista come una misura precauzionale da Michelin, a causa delle nuove caratteristiche della pista di Motegi.

Un’alternativa di sicurezza testata in gara

Il pneumatico duro è stato utilizzato per la prima volta durante la gara, dopo che il pneumatico morbido aveva mostrato problemi durante la sessione di Sprint. Alcuni piloti hanno segnalato blistering e danni al centro del pneumatico, portando Michelin a consigliare l’uso del pneumatico duro per la gara completa. Nonostante la scelta fosse vista come un’alternativa di sicurezza, Binder ha riconosciuto che il setup della moto era stato troppo conservativo, con l’equipaggio che aveva previsto una fragilità al centro del pneumatico, che in realtà non si è verificata. “Credo che avremmo potuto fare tre distanze di gara con quel pneumatico”, ha detto Binder, riconoscendo che la scelta non è stata ideale ma inevitabile. Il setup della moto era stato ridotto per preservare il centro del pneumatico, limitando le sue prestazioni. Nonostante la performance positiva del pneumatico, il risultato finale di Binder è stato modesto, con un piazzamento di 11°.

Un’esperienza positiva ma non sufficiente

Durante la gara, Binder ha espresso un’opinione positiva sul pneumatico duro, ritenendolo “piuttosto buono” e in grado di sostenere distanze molto più lunghe di quelle richieste. La scelta del pneumatico ha rappresentato un’alternativa di sicurezza, ma non ha portato i risultati sperati. Il pilota ha anche riconosciuto di aver compromesso la sua prestazione durante la qualifica, dove ha spinto troppo forte, rendendo il resto del weekend più difficile.

La scelta del pneumatico duro ha rappresentato un’alternativa di sicurezza, ma non ha portato i risultati sperati per Binder. Il pilota ha riconosciuto che il setup della moto era stato troppo conservativo, limitando le sue possibilità di performance. Nonostante la positività sul pneumatico, il risultato finale ha dimostrato che la scelta non è stata sufficientemente ottimale. La situazione rimane un esempio di come le decisioni tecniche e le aspettative possano influenzare i risultati in un’evento come il Gran Premio di Giappone.

  • Michelin ha scelto il pneumatico duro come opzione di sicurezza per Motegi.
  • Il pneumatico duro ha mostrato una resistenza superiore alle aspettative.
  • Brad Binder ha riconosciuto un setup troppo conservativo per il pneumatico.
  • Il pilota ha espresso un’opinione positiva ma non soddisfatta sul risultato.

La scelta del pneumatico duro ha rappresentato un’alternativa di sicurezza, ma non ha portato i risultati sperati per Binder. Il pilota ha riconosciuto che il setup della moto era stato troppo conservativo, limitando le sue possibilità di performance. Nonostante la positività sul pneumatico, il risultato finale ha dimostrato che la scelta non è stata sufficientemente ottimale. La situazione rimane un esempio di come le decisioni tecniche e le aspettative possano influenzare i risultati in un’evento come il Gran Premio di Giappone.