Animali selvatici detenuti come pet: due serval sequestrati nel Bresciano, la situazione in Italia è preoccupante
Due serval sequestrati nel Bresciano per detenzione illegale, la situazione in Italia e in altri Paesi è allarmante.
Due serval sono stati sequestrati nel Bresciano per detenzione illegale, un episodio che mette in luce un fenomeno in crescita in Italia e in altri Paesi. L’episodio, avvenuto a Adro, ha visto i Carabinieri Forestali intervenire in un appartamento privato dove due esemplari di questa specie erano detenuti illegalmente. Il serval, un felino originario dell’Africa subsahariana, è considerato pericoloso per la salute e l’incolumità pubblica e la sua detenzione da parte di privati è vietata. La situazione in Italia è preoccupante, con casi simili che si registrano sempre più frequentemente, spesso legati a una crescente passione per la fauna esotica vista come status symbol o semplice eccentricità.
Il serval: un predatore perfetto della savana
Il serval, conosciuto scientificamente come Leptailurus serval, è uno dei felini più affascinanti e iconici dell’Africa subsahariana. Con un mantello maculato che ricorda quello del ghepardo e grandi orecchie in grado di cogliere il minimo fruscio nell’erba alta, il serval è un predatore perfetto della savana. La sua specializzazione morfologica lo rende un cacciatore di straordinaria precisione: con balzi che raggiungono due metri d’altezza e tre di lunghezza, il serval riesce a colpire la preda con una percentuale di successo vicina al 50%, un valore nettamente superiore a quello di molti altri grandi felini come leoni o leopardi.
La detenzione illegale di animali selvatici: un fenomeno in crescita
La detenzione di animali selvatici come il serval in contesti domestici è un fenomeno in forte aumento, spesso legato a una crescente attrazione per la fauna esotica. L’ultimo episodio in ordine di tempo arriva da Adro, nel Bresciano, dove i Carabinieri Forestali hanno sequestrato due esemplari detenuti illegalmente. L’operazione ha messo in luce un trend pericoloso, che va oltre i confini nazionali. A dimostrazione di quanto sia diffusa questa pratica, un caso recente a Maiorca ha visto le autorità scoprire un serraglio domestico composto da un serval, un puma, un leopardo nebuloso e altre specie selvatiche, gestito da una coppia che aveva alimentato un fiorente commercio illegale online.
La detenzione di animali selvatici in casa non solo viola la legge, ma comporta anche rischi significativi per la salute e la sicurezza pubblica. Il serval, pur essendo un animale che può essere allevato in cattività, ha bisogni etologici specifici che non possono essere soddisfatti in un ambiente domestico. Recluderlo tra le quattro mura di un salotto provoca forte stress psicofisico e potenziali comportamenti aggressivi reattivi.
La legislazione italiana e la sentenza della Cassazione
La legislazione italiana è chiara: la detenzione, la vendita, l’acquisto e l’importazione di serval da parte di privati cittadini sono tassativamente vietate. Il felino è incluso nell’elenco delle specie considerate pericolose per la salute e l’incolumità pubblica, disciplinate da una serie di normative, tra cui la Legge 157/1992 sulla tutela della fauna selvatica, il Decreto Ministeriale del 19 aprile 1996 e il Decreto Legislativo 135/2022 sulle specie esotiche e selvatiche. Non vi è spazio per interpretazioni di comodo o scappatoie legali.
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5775 del 12 febbraio 2026, ha confermato che il divieto assoluto di detenzione si applica anche agli esemplari nati e cresciuti in cattività, indipendentemente dal numero di generazioni trascorse dall’inizio dell’allevamento domestico. La nascita al di fuori dell’habitat naturale non ne altera la classificazione tassonomica né la potenziale pericolosità per l’incolumità pubblica. La sentenza ha rigettato il ricorso di una donna residente nella provincia di Brescia, che aveva acquistato due serval in Slovenia e li aveva detenuti illegalmente. I due esemplari sequestrati ad Adro sono stati trasferiti in una struttura autorizzata e specializzata nella gestione della fauna selvatica, dove saranno garantite condizioni di custodia idonee al loro benessere biologico ed etologico. La salvaguardia della fauna selvatica passa innanzitutto dal rispetto dei suoi habitat e dal rifiuto di alimentare un mercato che priva gli animali della propria libertà etologica.
