Giulia Cecchettin, il ricordo a due anni dalla morte: fiori, foto e impegno per la lotta alla violenza di genere

A due anni dal femminicidio di Giulia Cecchettin, ricordi e impegno per la lotta contro la violenza di genere.

Giulia Cecchettin, il ricordo a due anni dalla morte: fiori, foto e impegno per la lotta alla violenza di genere
Giulia Cecchettin, il ricordo a due anni dalla morte: fiori, foto e impegno per la lotta…

A due anni dal femminicidio di Giulia Cecchettin, la sua figura rimane un simbolo di lotta contro la violenza di genere. La studentessa di Vigonovo, assassinata da Filippo Turetta con 75 coltellate, ha lasciato un segno indelebile nella comunità universitaria e nella società intera. Il ricordo di Giulia, oggi, diventa occasione per rinnovare l’impegno per la prevenzione e la lotta alle violenze. Dalle aule universitarie alle situazioni quotidiane, il suo nome è ancora presente, come un richiamo a non permettere che altre donne siano vittime di uomini che dicevano di amarle.

La memoria vive nei fiori e nei volti

Dal mattino, a Padova, i primi fiori compaiono sulla panchina rossa del campus di Ingegneria elettronica, un simbolo di ricordo dedicato a Giulia. L’area, inaugurata poco dopo la sua morte, è un punto di riferimento per chi vuole ricordarla. La ferita, però, non è ancora rimarginata. Al Dipartimento di ingegneria in via Gradenigo, dove Giulia si sarebbe dovuta laureare, lo striscione “Per Giulia, per tutte” si è ormai sbiadito, ma il messaggio è ancora forte. Gli studenti, ogni mattina, affollano la sede universitaria, con la consapevolezza che non è una giornata come le altre.

Impossibile dimenticare, impossibile far finta di nulla. Prima di tutte le lezioni di ingegneria, i professori si prendono un minuto per dire due parole. Chiara Giulia Fontanella, docente di Meccanica dei tessuti biologici, si rivolge alla platea: «Tutti conoscete la triste ricorrenza, sappiate che se vedete o vivete situazioni di violenza non dovete rimanere in silenzio». Dietro di lei, una slide mostra il volto di Giulia e due date: 11 novembre 2023 e 11 novembre 2025.

La lotta continua, anche dopo la condanna

La giustizia ha fatto il suo corso: Filippo Turetta è stato condannato all’ergastolo, e non ci sarà l’appello, dato che sia l’accusa che la difesa hanno rinunciato a presentarlo. La condanna è stata ottenuta grazie all’aggravante della crudeltà e alla premeditazione. Tuttavia, non è la sentenza a occupare i pensieri di chi ricorda Giulia. A Venezia, durante la consegna dei diplomi di laurea in Piazza San Marco, l’università Ca’ Foscari ha dedicato la cerimonia a Giulia e a Valeria Solesin, vittima della strage del Bataclan. «Due giovani ragazze uccise con violenza inaudita», ha ricordato l’università.

La politica, a due anni dal dramma, si è fatta sentire. Il presidente della Regione Luca Zaia ha espresso dolore e preoccupazione: «Il dolore è vivo e si fa ancora più acuto ogni volta che la cronaca ci mette di fronte a un nuovo caso di femminicidio». Anche Virginia Libero, neoletta Segretaria dei Giovani democratici, ha sottolineato che Giulia non è stata l’ultima vittima. «Per lei e per tutte dobbiamo continuare a lottare, a decostruire, a educarci e a educare per prevenire», ha detto.

Il vicesindaco Andrea Micalizzi aggiunge: «A due anni dal femminicidio di Giulia, il nostro pensiero va a lei a tutte le donne che ogni giorno subiscono violenze». Oggi è un altro giorno, ma il ricordo di Giulia Cecchettin è ancora presente. «Siamo ancora qui per fare rumore», ha detto un’altra voce, un invito a non permettere che la violenza di genere continui a fare vittime. Il suo nome, oggi, è un richiamo a non dimenticare, a lottare e a fare in modo che non ci siano altre Giulie.