Ustica, il gip di Roma non archivia l’inchiesta e apre nuove indagini

Il gip di Roma non archivia l’inchiesta su Ustica e dispone nuove indagini dopo la disponibilità della Francia a consegnare documenti.

Il gip di Roma, Livio Sabatini, ha deciso di non archiviare l’inchiesta sulla strage di Ustica e ha disposto nuove indagini, in seguito alla disponibilità della Francia a consegnare documenti relativi al disastro aereo del 1980. La decisione arriva dopo la revoca della richiesta di archiviazione da parte della Procura, alla luce della disponibilità della Francia a trasferire all’Italia la documentazione ancora disponibile sulla tragedia. L’ordinanza riguarda due procedimenti contro ignoti, uno ipotizzando l’omicidio volontario plurimo e l’altro la distruzione di beni dello Stato con finalità di attentato alla sicurezza dello Stato.

La Francia conferma la disponibilità a consegnare documenti

L’Ambasciata francese ha precisato che le autorità di Parigi non sono a conoscenza di alcuna richiesta di mutua assistenza giudiziaria ancora pendente sul caso Ustica e ha invitato le autorità italiane a indicare eventuali richieste che risultassero inevase. La Francia, inoltre, ha precisato che due dei documenti indicati nella nota sono già stati trasmessi nel 1986 e nel 1990 dal proprio ministero della Difesa a quello italiano. Il gip ha rilevato che i pm hanno ravvisato la necessità di esplorare una “nuova ipotesi investigativa emersa con l’apertura della Francia nel fornire i documenti utili per le indagini”.

Al centro della decisione c’è una nota verbale dell’Ambasciata di Francia del 14 settembre scorso, prodotta durante l’udienza. Il documento conferma l’accordo delle autorità francesi a trasferire, su richiesta italiana, agli Archivi dello Stato tutta la documentazione relativa alla tragedia trasmessa dalla Francia tra il 1981 e il 1994. Il materiale indicato da Parigi comprende due documenti trasmessi dal ministero della Difesa francese a quello italiano e nove file informatici corrispondenti a cinque documenti redatti dall’Ambasciata di Francia a Roma tra il 1981 e il 1994.

Le parti offese avevano presentato opposizione

La Procura aveva chiesto l’archiviazione dei due procedimenti nei primi mesi del 2024, ma le parti offese avevano presentato opposizione. Nel frattempo, il procedimento è arrivato davanti al gip con udienze e memorie delle parti, fino a quando il procuratore capo Francesco Lo Voi ha comunicato di voler ritirare la richiesta. “L’ammissibilità della revoca è la soluzione più ragionevole, favorendo un auspicato celere approfondimento investigativo onde pervenire all’ultimazione della fase processuale dei due procedimenti penali con la conferma della richiesta di archiviazione ovvero con l’esercizio dell’azione penale”, sottolinea il gip nell’ordinanza.

L’avvocato Gregorio Equizi, difensore di Giuliana Cavazza, figlia di una delle vittime e presidente dell’Associazione per la verità sul disastro aereo, ha espresso soddisfazione per la decisione del gip. “Siamo riusciti a garantire la possibilità che si indaghi anche sulla pista terroristica della bomba a bordo”, ha detto. L’avvocato ha anche collegato il caso a quello del volo Pan Am esploso sopra Lockerbie nel 1988, dove un Boeing 747 ha provocato 270 vittime, sottolineando l’ipotesi di un attentato. La decisione del gip di Roma rappresenta un ulteriore passo nella ricerca della verità sulla strage di Ustica, un episodio che ha scosso l’opinione pubblica italiana e che continua a suscitare interesse e dibattito. L’apertura di nuove indagini potrebbe portare a nuove scoperte e a un maggiore chiarimento su quanto accaduto quel 27 giugno 1980.