Tensione NATO-Russia su Kaliningrad, ansia baltica e Eurofighter in azione per proteggere il voto in Lettonia

Tensione tra Nato e Russia su Kaliningrad, ansia baltica e Eurofighter in azione per proteggere il voto in Lettonia.

La tensione tra NATO e Russia si è intensificata nel Baltico, con un episodio di vicinanza pericolosa tra un elicottero danese e una nave russa a Kaliningrad, che ha scatenato una reazione diplomatica e militare. La situazione si complica ulteriormente con l’approvazione di un rafforzamento della difesa in Lettonia, dove si svolgeranno le elezioni parlamentari. La Russia ha inviato un avvertimento nucleare, mentre l’Alleanza Atlantica risponde con una posizione difensiva e con l’arrivo di Eurofighter per garantire la sicurezza durante il voto.

Avvertimento nucleare e tensione diplomatica

La Russia ha inviato un avvertimento diplomatico alla NATO, in cui ha espresso preoccupazione per le azioni che potrebbero isolare l’enclave di Kaliningrad. Il portavoce Dmitrij Peskov ha descritto il messaggio come un promemoria rivolto ai “facinorosi in Europa”, un modo per dire che Mosca non intende accettare iniziative che possano essere interpretate come un tentativo di bloccare i collegamenti con l’enclave. La Russia accusa la NATO di seguire un “corso pericoloso e sconsiderato”, citando esercitazioni, voli di intelligence e scenari pianificati che, secondo Mosca, puntano a isolare Kaliningrad.

La situazione si fa più complessa con l’incidente tra un elicottero danese e la corvetta russa Soobrazitelny, che ha scatenato una protesta diplomatica. Secondo Copenaghen, l’elicottero stava svolgendo una normale missione di osservazione fotografica della fregata russa in acque internazionali, al largo di Gedser, quando la nave ha lanciato due razzi illuminanti verso l’aereo. Uno dei razzi sarebbe passato a distanza ravvicinata. La convocazione è avvenuta il 30 settembre, a due settimane dall’episodio, e ha trasformato un incidente locale in una questione diplomatica di rilievo.

Ansia baltica e rafforzamento della difesa

La Lettonia vive un momento di forte ansia, con le autorità che hanno annunciato l’arresto di due persone sospettate di aver raccolto informazioni sulle difese del Paese, sulla presenza della NATO e sul sostegno fornito a Kiev, per poi trasmetterle all’intelligence militare russa. Uno dei sospettati avrebbe fotografato, utilizzando un aereo privato, la base militare di Ādaži e svolto attività utile ad eventuali operazioni di riconoscimento o sabotaggio. La Lettonia sta rafforzando il confine orientale e ha programmato un forte aumento delle spese per la difesa, fino al 5 per cento del prodotto interno lordo.

La presenza di Eurofighter, inviati dalla Germania, rappresenta un rafforzamento temporaneo della sorveglianza dello spazio aereo, con l’obiettivo di proteggere il voto in un Paese che confina con Russia e Bielorussia. La scelta ha un valore operativo, ma anche politico, comunicando alla popolazione che le istituzioni occidentali intendono garantire la continuità democratica e la sicurezza dello spazio aereo. La presenza di caccia stranieri nei giorni delle elezioni comunica una fragilità percepita dai governi baltici, privi di una propria componente significativa di aerei da combattimento.

La Russia ha convocato l’ambasciatore danese per protestare contro l’incidente, accusando l’elicottero di essersi avvicinato pericolosamente alla nave. La situazione si complica ulteriormente con l’incendio in Estonia, che ha colpito lo stabilimento di Milrem Robotics, azienda impegnata nella produzione di sistemi senza equipaggio e materiali destinati anche all’Ucraina. Il primo ministro estone Kristen Michal ha parlato di un atto di sabotaggio e ha dichiarato di essere certo del coinvolgimento russo. La reazione europea si inserisce in una percezione ormai consolidata: la Russia sta ricorrendo a strumenti indiretti per contrastare l’Ucraina. Il Cremlino ha respinto le accuse, definendole infondate e avventate. Il caso ha spinto diversi governi europei a chiedere una maggiore protezione fisica e informatica degli impianti della difesa, considerati sempre più esposti a operazioni clandestine.