Saman – La verità nascosta, la docu-serie che racconta l’omicidio di una ragazza in cerca di libertà
HBO Max presenta la docu-serie “Saman – La verità nascosta”, che ricostruisce l’omicidio di una ragazza in cerca di autonomia.

Saman Abbas, una ragazza pachistana di 18 anni, scomparve nella notte tra il 30 aprile e il 1° maggio 2021, dopo un lungo periodo di conflitti con i familiari legati soprattutto alla sua opposizione a un matrimonio organizzato con un cugino in Pakistan. La sua scomparsa diede origine a un’indagine che si trasformò in un caso di omicidio, con conseguenze drammatiche per la sua famiglia. La ragazza aveva già manifestato la volontà di costruirsi una vita diversa da quella che le veniva prospettata e, nel novembre 2020, era stata inserita in una comunità protetta dopo essersi rivolta alle autorità. Tra le questioni ancora aperte c’erano anche i suoi documenti, che Saman voleva recuperare. Pochi giorni dopo sarebbe scomparsa.
La svolta dopo un anno e mezzo
La svolta nel caso arrivò soltanto nel novembre 2022, oltre un anno e mezzo dopo la scomparsa, quando le indicazioni dello zio Danish Hasnain condussero gli investigatori verso un casolare abbandonato a poche centinaia di metri dall’abitazione della famiglia. All’interno vennero trovati dei resti umani, successivamente identificati come quelli di Saman anche attraverso una particolare anomalia dentaria confrontata con fotografie e video della giovane. Gli esami medico-legali stabilirono che la morte era compatibile con un’asfissia meccanica provocata da strangolamento o strozzamento: vennero rilevati, tra gli altri elementi, la frattura dell’osso ioide e segni emorragici compatibili con una compressione del collo avvenuta quando la ragazza era ancora in vita.
Le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza dell’azienda agricola presso la quale lavorava il padre divennero uno degli elementi più noti dell’inchiesta: mostrarono gli ultimi spostamenti conosciuti della ragazza e quelli di alcuni suoi familiari nelle ore precedenti alla morte. La scomparsa diede così origine a un’indagine destinata rapidamente a trasformarsi in un caso di omicidio. I genitori Shabbar Abbas e Nazia Shaheen lasciarono l’Italia per il Pakistan proprio il 1° maggio 2021, mentre gli altri parenti coinvolti nell’indagine vennero rintracciati successivamente tra Francia e Spagna.
Le condanne e il processo giudiziario
Sul piano giudiziario, il caso ha attraversato una vicenda complessa. Nel dicembre 2023, la Corte d’Assise di Reggio Emilia condannò all’ergastolo i genitori Shabbar Abbas e Nazia Shaheen e a 14 anni lo zio Danish Hasnain, mentre i due cugini Ikram Ijaz e Noman Ul Haq vennero assolti. Quella prima sentenza non riconosceva la ricostruzione di un omicidio premeditato dall’intero gruppo familiare. Il quadro cambiò radicalmente in appello. Il 18 aprile 2025, la Corte d’Assise d’Appello di Bologna condannò all’ergastolo anche i due cugini e aumentò da 14 a 22 anni la pena inflitta allo zio, riconoscendo inoltre le aggravanti della premeditazione e dei futili motivi.
Il 15 luglio 2026 la Cassazione ha infine rigettato i ricorsi degli imputati, rendendo definitive le condanne: ergastolo per i genitori e i due cugini, 22 anni per Danish Hasnain. Proprio dopo la conclusione definitiva dell’iter giudiziario, arriva “Saman – La verità nascosta”, produzione originale composta da tre episodi, tutti disponibili da oggi su HBO Max in modalità binge.
La docu-serie cerca di restituire spazio alla ragazza prima che alla vittima. Il punto di partenza è inevitabilmente l’omicidio, ma il progetto prova ad allargare lo sguardo rispetto alla semplice ricostruzione investigativa. La serie utilizza infatti materiali personali, immagini, chat e registrazioni audio della stessa Saman, con l’obiettivo di restituire spazio alla ragazza prima ancora che alla vittima diventata protagonista delle cronache.
Ali Haider torna a parlare della sorella e della sua vita. Al centro emerge quindi il percorso di un’adolescente che cercava una propria autonomia e che sui social aveva scelto significativamente di presentarsi come “Italian Girl”. Uno degli elementi più importanti della docu-serie è la testimonianza di Ali Haider, fratello minore di Saman, che torna pubblicamente sulla vicenda dopo essere stato uno dei testimoni cruciali del processo. Il suo racconto intreccia i ricordi dell’infanzia trascorsa insieme alla sorella con quelli relativi agli ultimi giorni della sua vita e alla notte dell’omicidio.
