Grecia propone espulsione immediata dei richiedenti asilo rifiutati

Grecia propone espulsione immediata dei richiedenti asilo rifiutati, con progetti di ritorno in paesi esterni

Grecia e quattro altri paesi dell’Unione Europea — Danimarca, Austria, Germania e Paesi Bassi — hanno annunciato un piano per espellere i richiedenti asilo rifiutati verso paesi esterni entro la prima metà del 2027, ha riferito il ministro greco della migrazione Thanos Plevris in un’intervista. L’iniziativa, detta “Core Group”, mira a creare un progetto pilota per il trasferimento di migranti non ammessi all’interno dell’UE a nazioni designate al di fuori del blocco. Plevris ha sottolineato che il piano non prevede l’istituzione di centri di espulsione, ma piuttosto la designazione di paesi in cui i richiedenti asilo rifiutati potrebbero tornare, ove possibile, ove non possano essere riconosciuti come rifugiati.

espulsione e pressione su volontarietà

Secondo Plevris, il piano potrebbe aumentare i ritorni volontari, poiché rappresenta un ulteriore strumento di pressione. Il ministro ha anche sottolineato che i paesi considerati per il ritorno includono Rwanda, Uganda e Uzbekistan, che già ospitano popolazioni migratorie significative e strutture per l’accoglienza. L’idea, tuttavia, ha suscitato dibattito, in quanto potrebbe essere vista come una forma di espulsione, non solo di richiedenti asilo rifiutati, ma anche di migranti in cerca di protezione. Plevris ha riconosciuto che il piano non porterà a un numero elevato di espulsioni, ma potrebbe influenzare la politica migratoria dell’UE in modo significativo.

Il piano è stato presentato come una risposta alla crisi migratoria che ha colpito l’UE negli ultimi anni. La Grecia ha sottolineato che protegge i propri confini in conformità con la legge internazionale e non si scusa per questo. Plevris ha anche confermato che le procure europee stanno indagando sull’utilizzo di fondi dell’UE per la costruzione di campi per migranti, un tema che ha suscitato critiche internazionali.

politica migratoria e pressione internazionale

Plevris ha espresso il suo sostegno per l’approccio di Donald Trump sul tema della migrazione, riconoscendo il ruolo del presidente americano nel cambiamento della politica migratoria europea. Il ministro ha anche sottolineato che il piano, se implementato, potrebbe segnare un cambiamento significativo nella politica migratoria dell’UE, con conseguenze sia positive che negative per i migranti e per i paesi coinvolti. Il piano prevede la sospensione temporanea delle domande di asilo per i nuovi arrivati. L’iniziativa è stata discusso durante un incontro tra ministri degli interni dell’UE, con l’obiettivo di gestire meglio le fluttuazioni di migranti e di ridurre il carico su paesi come la Grecia, che ha subìto pressioni significative negli ultimi anni. Plevris ha riconosciuto che alcuni elementi chiave restano incerti, come il finanziamento e la gestione delle procedure di espulsione.

Nonostante l’ambizione del piano, Plevris ha riconosciuto che il finanziamento e la gestione delle procedure di espulsione restano problematiche. Inoltre, il piano potrebbe richiedere un ruolo attivo della Commissione Europea, che potrebbe essere visto come un passo verso una maggiore cooperazione tra gli Stati membri. La proposta, se implementata, potrebbe segnare un cambiamento significativo nella politica migratoria dell’UE, con conseguenze sia positive che negative per i migranti e per i paesi coinvolti.