L’UE propone misure di emergenza per i migranti, a rischio violazione dei diritti umani
L’Ue propone misure di emergenza per i migranti, a rischio violazione dei diritti umani
L’Unione europea sta valutando nuove misure per gestire l’afflusso di migranti, con l’introduzione di un meccanismo di emergenza per le frontiere e un rafforzamento di Frontex. La proposta, annunciata durante il discorso sullo stato dell’Unione da Ursula Von der Leyen, prevede la sospensione temporanea delle norme sull’asilo in caso di arrivi improvvisi e su larga scala. Questo potrebbe contravvenire alla Convenzione di Ginevra, che tutela i diritti dei rifugiati.
Un meccanismo di emergenza per le frontiere
La Commissione europea, guidata da Von der Leyen, ha proposto un meccanismo di risposta alle “emergenze” per far fronte alle “crisi” ai confini esterni dell’Unione. L’obiettivo è proteggere i confini in ogni momento, soprattutto in scenari in cui i movimenti di massa sono progettati e trasformati in armi. Il meccanismo sarà attivato solo in base a criteri rigorosamente definiti, consentendo una flessibilità limitata nel tempo e rigorosamente definita nelle procedure di asilo.
La proposta riguarda in particolare la sospensione temporanea delle norme sull’asilo in caso di arrivi improvvisi e su larga scala. Ciò significherebbe che i Paesi dell’UE non sarebbero più obbligati a esaminare le richieste di asilo presentate da persone entrate nel Paese in circostanze simili a quelle riscontrate a Ceuta. L’evento del 31 luglio, in cui circa 80mila persone hanno attraversato il confine tra lo Stato africano e la cittadina spagnola, ha messo in luce la necessità di una risposta rapida e coordinata.
La sospensione potrebbe violare i principi della Convenzione di Ginevra.
Rafforzamento di Frontex e preoccupazioni umanitarie
La proposta include anche un rafforzamento del personale e dei poteri dell’agenzia di frontiera europea Frontex. Il personale aumenterebbe fino a 30mila membri, da 10mila attuali, e l’agenzia avrebbe un ruolo diretto nella gestione dei voli di rimpatrio dei migranti considerati irregolari. Il budget di Frontex si prevede che sarà più sostanzioso, con 12 miliardi di euro dedicati nell’ambito del prossimo bilancio settennale dell’Unione europea. Nonostante il rafforzamento, le preoccupazioni sul ruolo di Frontex nelle violazioni dei diritti umani persistono. Silvia Carta, advocacy officer della ong Picum, ha commentato che «stiamo parlando di rafforzare un’agenzia come Frontex nonostante le preoccupazioni di lunga data sul suo ruolo nelle violazioni dei diritti umani e, in primo luogo, di limitare la possibilità delle persone di chiedere asilo». Le misure, secondo Carta, non solo sono in contrasto con i valori dell’UE in materia di dignità umana e uguaglianza, ma sono anche incredibilmente miopi.
Le misure rischiano di contravvenire ai principi fondamentali dell’Unione.
La proposta dovrà comunque essere discussa dagli Stati membri nel Consiglio UE e nel Parlamento europeo quando la riforma dell’agenzia di frontiera con sede a Varsavia verrà presentata a fine mese. L’annuncio arriva nel contesto di quanto successo il 31 luglio a Ceuta, dove circa 80mila persone hanno attraversato il confine e 145 sono morte durante l’attraversamento. L’evento ha messo in luce la necessità di una risposta più efficace e umanitaria alle emergenze migratorie.
