Cgil Sicilia lancia vertenza su caro energia e caro carburanti, chiede interventi strutturali e riduzione costi per famiglie e lavoratori

La Cgil Sicilia apre una vertenza con Roma e il governo regionale per ridurre i costi energetici e dei carburanti, chiedendo interventi strutturali e misure a sostegno delle famiglie e dei lavoratori.

La Cgil Sicilia ha aperto una vertenza con il governo nazionale e la Regione Siciliana per affrontare il caro energia e il caro carburanti, che continuano a pesare sulle famiglie e sui lavoratori. L’obiettivo del sindacato è ridurre i costi crescenti per l’energia e i carburanti, evitando che siano ulteriori tasse sui redditi delle famiglie e sui salari. La vertenza, annunciata il 26 settembre 2026, prevede iniziative di mobilitazione in diversi territori dell’Isola, con manifestazioni già programmate a Palermo, Trapani e Ragusa, in vista della mobilitazione nazionale del 17 ottobre a Roma.

Interventi strutturali per ridurre i costi

Il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, ha sottolineato che non si chiede semplicemente un bonus, ma interventi strutturali con risorse certe, tempi definiti e strumenti verificabili. La Sicilia, pur essendo un importante territorio di produzione energetica, vive una contraddizione: le famiglie e i lavoratori devono pagare bollette e carburanti sempre più pesanti. Mannino ha ricordato che la Sicilia non può continuare a essere contemporaneamente terra di produzione energetica e territorio nel quale famiglie e lavoratori pagano costi sempre più elevati.

La Cgil chiede un fondo regionale permanente per affrontare la povertà energetica.

La Cgil chiede al governo nazionale l’introduzione di un’accisa mobile sui carburanti, in grado di attenuare gli aumenti straordinari dei prezzi nei distributori, e una maggiore trasparenza nella formazione del prezzo dei carburanti. Alla Regione, invece, viene richiesta l’istituzione di un Fondo regionale contro il caro carburanti, destinato prioritariamente ai lavoratori pendolari e alle famiglie a basso reddito. La proposta prevede anche la possibilità di utilizzare, nel rispetto della normativa vigente, una parte delle risorse derivanti dalle attività energetiche presenti nell’Isola.

Accelerare investimenti in fotovoltaico e comunità energetiche

La Cgil chiede inoltre di accelerare gli investimenti nell’autoproduzione di energia, nel fotovoltaico e nelle comunità energetiche, destinando una parte dei benefici prodotti alle famiglie in condizioni di maggiore vulnerabilità. «Le risorse già disponibili per le comunità energetiche – sostiene Mannino – devono essere trasformate rapidamente in impianti, risparmio e riduzione delle bollette». La Cgil richiama anche le precedenti richieste di utilizzare le risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione e altri strumenti finanziari disponibili per interventi di efficientamento energetico nell’edilizia popolare e per l’installazione di impianti da fonti rinnovabili negli edifici pubblici, nelle scuole e nelle strutture sanitarie.

La Cgil chiede una tassazione strutturale degli extraprofitti nei settori energetici.

Sul piano nazionale, la Cgil rilancia la richiesta di una tassazione «effettiva e strutturale» degli extraprofitti nei settori energetici nei periodi caratterizzati da margini straordinari. Secondo il sindacato, le eventuali maggiori entrate dovrebbero essere destinate a interventi strutturali a sostegno di lavoratori, pensionati e famiglie. La vertenza annunciata dalla Cgil Sicilia punta quindi ad aprire un confronto istituzionale sui costi dell’energia e della mobilità, collegando le misure di emergenza a interventi strutturali sulla produzione e sull’accesso all’energia.