Hacker spegne i fari di una BYD Shark 6 in piena strada
Hacker spegne fari di auto BYD Shark 6 in strada, dati personali esposti
Un hacker ha riuscito a spegnere i fari di una BYD Shark 6 in piena strada, dimostrando una vulnerabilità critica nei sistemi di connessione delle auto moderne. L’evento, verificatosi in Australia, ha suscitato preoccupazioni su come la tecnologia di connessione possa mettere a rischio la privacy e la sicurezza dei conducenti. L’incidente è stato reso pubblico da un’indagine condotta dall’emissione Four Corners di ABC News, che ha seguito l’esperienza di un esperto in cybersicurezza, Dan Hreszczuk, che ha testato la vulnerabilità di una auto connessa.
Un attacco senza password
Secondo l’indagine, Hreszczuk ha identificato un punto d’accesso a distanza senza richiesta di password, permettendogli di controllare diverse funzioni dell’auto. Mentre il giornalista Angus Grigg guidava, l’esperto ha attivato gli essuie-glaci, ha riprodotto musica attraverso i parlanti e ha interagito con l’infotainment. Il passo successivo è stato ancora più spettacolare: il hacker ha riuscito a spegnere completamente i fari del veicolo, che si trovava in movimento a circa 30 km/h su una strada buia.
Dati sensibili esposti
L’attacco non si è limitato al controllo delle funzioni di base. L’esperto ha anche riuscito a ottenere informazioni personali del conducente. Durante un chiamata via Siri, Hreszczuk ha registrato la voce di Angus Grigg e, successivamente, ha utilizzato quel “Hey Siri” per interagire con l’assistente vocale, ottenendo l’indirizzo, la data di nascita e altri dati sensibili dal telefono del conducente. La connessione tra auto e smartphone ha reso possibile l’accesso a dati privati.
La situazione ha suscitato preoccupazioni anche a livello regolamentare. In Australia, non esistono ancora standard minimi per la sicurezza dei veicoli connessi, mentre in Europa si stanno prendendo misure più concrete, come i regolamenti UNECE R155 e R156 e le linee guida della CNIL. Tuttavia, per ora, i conducenti restano i primi a dover proteggersi. Esperti raccomandano di mantenere il telefono sempre bloccato, evitare di lasciarlo in auto e verificare regolarmente le aggiornamenti software.
Questo caso rappresenta un avvertimento chiaro: la connessione di una auto non è solo un’innovazione tecnologica, ma anche un potenziale rischio per la sicurezza e la privacy. Il pirataggio della BYD Shark 6 ha dimostrato che i confini tra veicolo, telefono e vita privata si stanno sempre più confondendo, e che la protezione dei dati personali è diventata una priorità cruciale. La vulnerabilità dimostrata ha messo in luce i rischi connessi alla connessione di veicoli e dispositivi mobili. L’esperienza di Hreszczuk ha evidenziato come un attacco possa portare a conseguenze gravi, non solo per la sicurezza del veicolo, ma anche per la privacy del conducente. La situazione ha reso necessario un maggiore controllo e una maggiore consapevolezza da parte degli utenti.
