Nuovi accertamenti su reperti e campioni biologici nel processo di Yara Gambirasio
Nuovi accertamenti su reperti e campioni biologici nel processo di Yara Gambirasio, richiesti dai difensori di Bossetti.

Il processo per l’omicidio di Yara Gambirasio si muove verso una nuova fase. La difesa di Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo per l’uccisione della tredicenne di Brembate di Sopra, ha presentato una richiesta formale al Tribunale di Bergamo per l’esecuzione di nuovi accertamenti tecnico-scientifici su reperti e campioni biologici conservati. L’istanza, depositata il 17 giugno 2025, è stata fissata per l’esame in camera di consiglio il 5 ottobre 2026. L’obiettivo è rivedere elementi cruciali del caso, tra cui le tracce genetiche e i materiali indossati dalla vittima.
Accertamenti su tracce genetiche e indumenti
La richiesta della difesa si concentra in particolare sull’area degli slip della vittima, dove fu rintracciata la traccia genetica 31G20. Questa traccia, che ha segnato l’inizio delle indagini e portato alla condanna di Bossetti, è al centro delle nuove richieste. I difensori, con l’aiuto del genetista forense Marzio Capra, sperano di poter esaminare in modo più approfondito i campioni biologici e i reperti conservati. La difesa ha espresso un certo imbarazzo e dubbi sulle prove già esaminate, sottolineando l’esigenza di chiarimenti.
La richiesta di nuovi accertamenti arriva dopo quasi sei anni dalla prima disponibilità del profilo genetico di Yara Gambirasio e dei 25mila campioni raccolti durante la caccia all’assassino. Questi dati, che hanno portato all’identificazione di Bossetti come colpevole, sono ora oggetto di ulteriore analisi. La difesa ha avuto accesso a foto ad alta risoluzione degli indumenti che Yara indossava, tra cui slip, biancheria, leggings, felpa, giubbotto, calze e scarpe. Questi elementi potrebbero rivelare nuovi dettagli utili per il processo.
La difesa di Bossetti e le sue preoccupazioni
La difesa di Bossetti, guidata dagli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini, ha espresso preoccupazioni circa la correttezza delle prove già analizzate. “Fatichiamo a credere a quello che abbiamo visto”, ha detto Salvagni, aggiungendo che la richiesta di nuovi accertamenti nasce da un’osservazione dettagliata delle foto ad alta risoluzione e dei reperti non esaminati in precedenza. La difesa ha anche sottolineato l’importanza di chiarire eventuali discrepanze, poiché altrimenti il caso potrebbe rivelarsi “davvero grave”.
La difesa ha anche espresso un certo imbarazzo per ciò che ha visto, sottolineando che l’osservazione di documentazione fotografica e reperti non esaminati ha portato a dubbi. La richiesta di nuovi accertamenti rappresenta un tentativo di chiarire eventuali lacune o incoerenze nel caso. La speranza è che i nuovi accertamenti possano fornire spiegazioni soddisfacenti, altrimenti il caso potrebbe rivelarsi un problema serio.
La richiesta di nuovi accertamenti è un passo significativo per il processo.
Il Tribunale di Bergamo, presieduto da Patrizia Ingrascì, dovrà valutare la richiesta di nuovi accertamenti e decidere se autorizzarli. L’incidente di esecuzione, che si svolgerà in camera di consiglio, rappresenta un momento cruciale per il caso. La difesa ha sottolineato l’importanza di un approccio scientifico e rigoroso, in grado di chiarire eventuali dubbi e garantire una giustizia piena. Il processo, che ha visto Bossetti condannato all’ergastolo, potrebbe quindi subire una revisione, se i nuovi accertamenti rivelassero elementi inaspettati.
