Riccardo Muti riceve il Premio Dante 2026: un riconoscimento per la cultura e la lingua italiana

Riccardo Muti riceve il Premio Dante 2026 a Ravenna, un evento che celebra la cultura e la lingua italiana.

Il maestro Riccardo Muti ha ricevuto il Premio Dante 2026 ai Chiostri Danteschi a Ravenna, in un evento che ha chiuso con successo l’XV edizione del festival Prospettiva Dante. L’evento, organizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, ha visto la consegna del riconoscimento al direttore d’orchestra, riconosciuto per il suo impegno nella promozione della cultura e della lingua italiana. Muti, presente insieme a rappresentanti istituzionali e culturali, ha espresso gratitudine e ammirazione per il riconoscimento, sottolineando il legame tra musica e lingua.

Un legame tra musica e lingua

Riccardo Muti ha espresso profonda soddisfazione per il Premio Dante, sottolineando come la lingua italiana sia musica e come l’opera italiana rappresenti un’armonia unica nel mondo. “La lingua italiana è musica”, ha detto il maestro, “e non a caso l’opera italiana è la più diffusa nel mondo, perché riflette in musica l’armonia della lingua italiana”. Muti ha ricordato la sua formazione, avendo avuto insegnanti straordinari fin da piccolissimo, e ha espresso l’importanza di trasmettere conoscenze senza presunzione. “Insegno sapendo di non sapere e senza nessuna presunzione di dire ‘io so che tu non sai’”, ha aggiunto.

Il maestro ha anche parlato del suo rapporto con la lingua italiana, esprimendo un forte impegno contro l’uso degli inglesismi. “Sono nemico acerrimo dell’uso degli inglesismi all’interno di frasi in lingua italiana”, ha detto Muti. “Tanto più perché poi sono anche pronunciati male. Sono per la nostra lingua, che è ricca e bellissima: il fatto che oggi si usino in Italia solo cento parole è un impoverimento e lo è ancor più il fatto che nel mondo si usino solo trenta parole inglesi.”

Un evento di successo per Ravenna

La consegna del Premio Dante ha chiuso un’edizione di Prospettiva Dante che ha visto la partecipazione di protagonisti di alto livello e un pubblico costante. Gli organizzatori hanno espresso soddisfazione per il successo dell’evento, sottolineando l’importanza del culto di Dante come parte dell’anima e del dna della cultura italiana. “Il culto di Dante non è solo un impegno per statuto della Cassa di Ravenna che ha fortemente voluto e sostenuto Prospettiva Dante, ma è una parte dell’anima, del dna, della cultura fondante dell’Italia e di Ravenna in particolare”, hanno affermato.

Il festival Prospettiva Dante 2026 ha visto la partecipazione di artisti e studiosi di alto livello, con eventi svolti ai Chiostri Danteschi, ai Musei Byron e del Risorgimento e al Teatro Alighieri. La prima parte della mattinata ha visto la partecipazione di Aldo Cazzullo, che ha tenuto una conferenza tra Dante, San Francesco, Ravenna e l’attualità, ricevendo applausi calorosi. L’evento ha rappresentato un momento di grande riconoscimento per la cultura e la lingua italiana, con un legame profondo tra la grandezza del Sommo Poeta e l’immensità della cultura e della musica del Maestro Muti.