DDL Caccia, le associazioni contestano l’accelerazione e chiedono un confronto approfondito

Le associazioni ambientaliste contestano l’accelerazione del DDL Caccia e chiedono un confronto approfondito sulla tutela della fauna selvatica.

Il dibattito sul DDL Caccia si intensifica con l’accelerazione dell’esame degli emendamenti, che ha scatenato la protesta di numerose associazioni ambientaliste e animaliste. LAV, ENPA, LAC, Legambiente, LIPU e WWF hanno espresso preoccupazioni per le modifiche al ddl, ritenendo che alcune potrebbero violare gli obblighi europei sulla tutela degli uccelli selvatici e sulla conservazione della biodiversità. Le associazioni sostengono che la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato e la sua tutela deve essere considerata nell’interesse della collettività.

Le modifiche contestate e i rischi per la fauna selvatica

Le associazioni hanno evidenziato diversi aspetti problematici del ddl, tra cui l’allungamento dei periodi di caccia, che potrebbe andare oltre il limite attuale del 10 febbraio. Inoltre, si discute l’ampliamento delle specie cacciabili, comprese quelle con problemi di conservazione, su cui non si è disposti a scendere a compromessi. Altri nodi sono il rilancio dell’utilizzo dei richiami vivi, una pratica contestata, e il ridimensionamento del ruolo scientifico di ISPRA nelle decisioni relative alla gestione faunistica. La stessa ISPRA aveva già smontato l’intero impianto su cui è costruita la riforma della caccia.

Le associazioni temono un aumento della pressione venatoria, legato anche alla possibilità di ingresso di cacciatori stranieri, e una riduzione della superficie delle aree protette prevista per le Regioni. Inoltre, contestano la maggiore possibilità di praticare la caccia in determinati territori, compresi demanio forestale e marittimo, con conseguenze per la tutela della biodiversità. Le critiche si estendono anche all’iter parlamentare, con contestazioni dirette alla calendarizzazione del provvedimento alla Camera per novembre, nonostante i ritardi nei lavori nelle commissioni.

La protesta contro l’accelerazione e la richiesta di un confronto approfondito

Le associazioni criticano anche l’accelerazione del processo, che potrebbe comprimere il tempo disponibile per discutere le numerose modifiche presentate. Secondo ambientalisti e animalisti, questa decisione potrebbe impedire un confronto parlamentare sufficientemente approfondito. Le associazioni chiedono che la Commissione possa completare il proprio lavoro prima dell’approdo in Aula, definendo la decisione del governo una “forzatura istituzionale”. Inoltre, richiedono che le modifiche siano valutate alla luce della tutela della biodiversità e dell’articolo 9 della Costituzione, che dal 2022 include espressamente la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli animali.

Il ddl caccia è contestato da mesi, con iniziative come quelle dell’attore Alessandro Gassmann, che si era rivolto al presidente Mattarella, e delle associazioni che chiedevano il blocco della stagione venatoria, considerata particolarmente provata da caldo, siccità e incendi. Le associazioni sostengono che il provvedimento non è pronto e che è necessario un confronto approfondito per garantire la tutela della fauna selvatica e della biodiversità, in linea con gli obblighi internazionali e con i principi della Costituzione. Le critiche si estendono anche all’iter parlamentare, con contestazioni dirette alla calendarizzazione del provvedimento alla Camera per novembre, nonostante i ritardi nei lavori nelle commissioni. Le associazioni sostengono che il provvedimento non è pronto e che è necessario un confronto approfondito per garantire la tutela della fauna selvatica e della biodiversità, in linea con gli obblighi internazionali e con i principi della Costituzione.