Salvatore Parolisi, l’ex militare condannato all’omicidio: la moglie e la figlia dopo il carcere
Salvatore Parolisi, ex militare condannato all’omicidio di sua moglie, torna libero dopo 12 anni in carcere.

Salvatore Parolisi, ex caporal maggiore dell’esercito italiano condannato all’omicidio di sua moglie Melania Rea, è tornato in libertà dopo aver scontato 12 anni della pena. L’uomo, che aveva ricevuto una condanna definitiva a 20 anni di carcere nel 2016, ha finalmente ottenuto un permesso giornaliero per lasciare la struttura carceraria. La sua uscita ha suscitato reazioni e commenti, soprattutto per il peso del suo passato e per i pregiudizi che lo accompagnano.
Un delitto senza premeditazione
Il 18 aprile 2011, Melania Rea, 29 anni, scomparve durante una gita fuori porta con la loro bambina Vittoria, all’epoca di 18 mesi. Il corpo della donna fu ritrovato due giorni dopo nel bosco delle casermette a Ripe di Civitella. L’omicidio fu commesso con 35 coltellate, come stabilito in sede di processo. La Cassazione ha chiarito che il delitto non fu preordinato, né deliberato, ma avvenne in un dolo d’impeto. Nonostante ciò, Parolisi fu condannato a 20 anni di carcere.
La relazione extraconiugale e la difesa
La moglie di Parolisi, Melania, aveva scoperto una relazione extraconiugale con Ludovica, una soldatessa che frequentava il 235esimo Rav Piceno, dove Parolisi era istruttore. La Cassazione ha stabilito che la relazione non costituiva un ostacolo per il marito, ma non ha escluso la responsabilità del delitto. Parolisi ha sempre sostenuto la sua innocenza, affermando di amare Melania e di non aver mai voluto ferirla.
Dopo l’omicidio, l’ex militare ha tentato di nascondere la sua seconda vita, ma la verità è emersa nel corso del processo. La sua difesa ha sottolineato l’assenza di premeditazione, ma non ha cancellato la gravità del reato. L’arma usata per uccidere non è mai stata ritrovata, né è stato identificato l’uomo che ha chiamato il 113 per segnalare la scomparsa di Melania.
La figlia e la famiglia
Vittoria, la figlia di Melania, oggi ha 13 anni. Cresciuta in un ambiente segnato dal dolore, ha addirittura cambiato cognome per distaccarsi dal padre. Ha ottenuto il via libera per diventare Vittoria Rea, portando con sé un pezzetto della madre che le è stata portata via. La bambina vive con i nonni a Somma Vesuviana, comune natale di Melania. La famiglia ha cercato di ricostruirsi una vita, pur rimanendo segnata dal passato.
La storia di Parolisi è un esempio di come un delitto possa segnare non solo una vita, ma anche quelle di chi ne è intorno. La sua uscita dal carcere ha suscitato commenti e riflessioni, ma la verità rimane quella che è emersa in tribunale: un uomo che ha ucciso la moglie, e che ora vive con il peso di quel gesto.
