Nuove analisi sulla scena del crimine di Garlasco non aggiungono nulla di nuovo, dice Redaelli

Dario Redaelli afferma che le nuove analisi sulla scena del crimine di Garlasco non aggiungono nulla di nuovo rispetto alla sentenza di condanna di Alberto Stasi.

Nuove analisi sulla scena del crimine di Garlasco non aggiungono nulla di nuovo, dice Redaelli
Nuove analisi sulla scena del crimine di Garlasco non aggiungono nulla di nuovo, dice…

Dario Redaelli, consulente della famiglia di Chiara Poggi, ha espresso durante un’intervista televisiva il suo parere sulle nuove analisi condotte sulla scena del crimine del delitto di Garlasco. Secondo Redaelli, le indagini effettuate nel 2025 e nel 2026 non hanno portato a nuovi elementi che possano modificare la sentenza di condanna emessa nei confronti di Alberto Stasi, che attualmente sconta la pena in carcere. L’esperto ha sottolineato che le nuove analisi non aggiungono nulla di nuovo rispetto a quanto già stabilito in sede giudiziaria. Le nuove analisi non hanno rivelato elementi in grado di mettere in discussione la sentenza definitiva.

Impronta 33 non è dattiloscopicamente valida

Redaelli ha inoltre commentato l’importanza dell’impronta 33, ritenuta cruciale per l’indagine. Secondo il consulente, l’impronta non è “dattiloscopicamente valida” a causa di criticità legate al luogo di rinvenimento, alle modalità di esaltazione e al test della ninidrina, che ha rilevato una quantità elevata di amminoacidi. Questo dato ha permesso alla difesa di Stasi di sostenere che l’impronta fosse sudata, mentre i carabinieri dei Ris di Cagliari e il Racis hanno avanzato l’ipotesi di un’impronta bagnata. Le nuove analisi non hanno portato a una versione alternativa della verità.

Le nuove analisi non cambiano la situazione

Le indagini condotte nel 2025 e nel 2026, anche se approfondite, non hanno rivelato elementi nuovi in grado di mettere in discussione la sentenza definitiva. Redaelli ha sottolineato che le tesi emerse dalle nuove analisi sono “assolutamente differenti”, ma non hanno portato a una convergenza tra le parti coinvolte. L’esperto ha inoltre espresso la sua disponibilità a confrontarsi con i consulenti delle altre parti del procedimento, ma ha ribadito che non esiste una prova che possa mettere d’accordo le diverse interpretazioni.

Nel corso della stessa puntata, il conduttore Milo Infante ha annunciato di essere stato denunciato da Stefania Cappa per il reato di ricettazione. Infante ha precisato che non intende farsi tutelare da Mediaset, considerando il reato “grave”, e ha espresso l’intenzione di pagare di tasca sua le eventuali conseguenze legali. Questo episodio ha rappresentato un momento di tensione durante l’intervista, ma non ha influenzato il dibattito sul delitto di Garlasco.

Redaelli ha inoltre sottolineato che le nuove analisi non hanno portato a una convergenza tra le parti coinvolte nel procedimento. Non esiste una prova che metta d’accordo le diverse interpretazioni. L’esperto ha ribadito che le tesi emerse dalle nuove analisi sono “assolutamente differenti”, ma non hanno portato a una versione alternativa della verità. Le nuove analisi, quindi, non hanno modificato la situazione già stabilita in sede giudiziaria.