Manichino di Valditara appeso al liceo Minghetti, protesta studentesca a Bologna

Manichino di Valditara appeso al liceo Minghetti, protesta studentesca a Bologna

Al liceo Minghetti di Bologna, il primo giorno di scuola si è aperto con un gesto provocatorio: un manichino raffigurante il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara è stato appeso alle finestre dell’istituto. L’atto, realizzato dagli attivisti del collettivo Osa – Opposizione studentesca d’alternativa, ha suscitato reazioni forti sia tra gli studenti che tra la politica. La protesta è volta a contestare le politiche del governo su scuola, guerra e razzismo, e si inserisce in un contesto di mobilitazioni simili in tutta Italia. Il manichino è accompagnato da uno striscione e da slogan rivolti al ministro Valditara e alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Protesta studentesca contro le riforme ministeriali

Il messaggio esposto sul cartellone include la frase “Il futuro non è scritto, conquistiamolo. Respingiamo guerra, razzismo e imperialismo”. Il liceo Minghetti, noto per essere stato teatro di precedenti iniziative di protesta, ha visto negli scorsi mesi occupazioni e flash mob contro le riforme ministeriali, tra cui quelle sui tecnici e le nuove regole sulla Maturità. Il gesto di oggi rappresenta un ulteriore atto di contestazione, che si colloca in un contesto di tensioni crescenti tra scuola e governo.

La protesta ha suscitato reazioni da parte della politica. Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia a Montecitorio, ha definito il gesto “violento e intollerabile”, considerandolo “una vera e propria intimidazione e non certo un atto di dissenso o men che meno una bravata studentesca”. La sinistra con i suoi collettivi agisce soltanto in termini di intimidazione e minaccia verso chi non la pensa come loro. Anche Lucia Borgonzoni, sottosegretaria alla Cultura, ha espresso solidarietà al ministro Valditara, condannando l’atto come “un’immagine violenta e inaccettabile che nulla ha a che fare con il dissenso legittimo”.

Un contesto di mobilitazioni nazionali

La protesta del liceo Minghetti si aggiunge a una serie di mobilitazioni che hanno seguito l’azione del ministro Valditara. Ad aprile, studenti del Galileo Galilei di Roma avevano contestato la sua visita, esponendo lo striscione “Fuori Valditara dal Galilei”. A giugno, la Rete degli Studenti Medi del Lazio aveva manifestato con cartelli come “Aboliamo la maturità, Valditara bocciato”. Più recentemente, il 9 settembre, un presidio davanti al ministero dell’Istruzione ha rilanciato la raccolta firme per il referendum contro le restrizioni all’educazione sessuo-affettiva introdotte dal ddl Valditara.

La contestazione studentesca, che si fa sempre più visibile, segna un clima di tensione tra scuola e governo. Il manichino di Valditara, simbolo di una protesta che va oltre il semplice dissenso, rappresenta un momento di forte impatto nella vita scolastica bolognese, con conseguenze che potrebbero estendersi a livello nazionale. La scuola, luogo che più di ogni altro dovrebbe insegnare il rispetto delle idee altrui, è diventata teatro di un atto che ne mette in discussione il ruolo.