Amanda Knox parla dell’omicidio di Meredith: «Tutte le prove portano a Rudy Guede»
Amanda Knox torna a parlare dell’omicidio di Meredith Kercher: «Tutte le prove portano a Rudy Guede»

Amanda Knox, definitivamente assolta per l’omicidio di Meredith Kercher avvenuto a Perugia il 1° novembre 2007, torna a parlare del caso in un’intervista alle Iene, in onda venerdì sera su Italia1. La pornostar, accusata insieme a Raffaele Sollecito, ha sottolineato come «tutte le prove portano a Rudy Guede», l’uomo accusato di aver ucciso la studentessa inglese. Knox ha anche espresso la sua frustrazione per l’immagine negativa costruita intorno a lei e a Sollecito, sottolineando come i media italiani l’avessero dipinta come «razzista e ossessionata dal sesso». L’assoluzione, pur ufficializzata, non ha cancellato la sensazione di una storia non ancora chiusa.
Le prove non indicano nessuno altro
«Tutte le prove portano a Rudy Guede», ha ripetuto Amanda Knox, che ha sottolineato come non ci siano elementi che la collegino al delitto. «Non ci sono prove che ci collegano a quell’omicidio», ha aggiunto, spiegando che questa mancanza di prove è il motivo per cui «tutta questa storia non sia chiusa del tutto». Non si può dare per scontata la giustizia, ha detto, ricordando come la giustizia debba essere lottata per. Knox ha anche ricordato come, durante i quattro anni di carcere, abbia visto i media italiani costruire un’immagine distorta di lei, definendola «la più brutta persona», «bugiarda» e «ossessionata dal sesso». «Tutto quello che di più brutto si può dire di una donna l’hanno riferito a me», ha detto, sottolineando come l’accusa avesse voluto dipingere lei e Sollecito in un modo specifico per convincere il pubblico della loro colpevolezza.
Una sofferenza condivisa
Raffaele Sollecito, anch’egli condannato e poi assolto, ha espresso sentimenti simili, affermando che «l’ingiustizia rimane» e che «l’assoluzione passa in secondo piano». «Mi trattano come una persona che l’ha fatta franca», ha detto, rivelando come la sua esperienza sia rimasta impressa nella sua vita. La giustizia non è qualcosa che ti viene semplicemente data, ha aggiunto, ricordando come la giustizia debba essere lottata per. Knox, però, ha anche rivolto l’attenzione a Rudy Guede, sottolineando come «so che ha ucciso Meredith» e che lui non ammetta di averlo fatto, puntando il dito contro di lei e Sollecito. «Lui era un uomo armato contro una donna senza arma», ha concluso, ritenendo che il caso non debba essere più complesso di così.
Nell’intervista, Amanda Knox si è riconosciuta in Chico Forti, un imprenditore trentino detenuto da 20 anni in Florida e in attesa di essere estradato in Italia per scontare l’ergastolo per un omicidio per cui si è sempre proclamato innocente. «C’è un pregiudizio su di me come qui, negli Stati Uniti, c’è per Chico», ha detto, riconoscendo la sofferenza e la speranza di essere riconosciuti per quello che si è. «Mi vedo in lui, riconosco quella sofferenza e quella speranza di essere riconosciuto per quello che è», ha aggiunto, sottolineando come la giustizia possa oscillare e commettere errori.
Knox ha anche espresso il suo legame con l’Italia, dicendo di non portare rancore e di conoscere la «storia falsata» a cui gli italiani sono stati esposti. «Sono stati messi davanti a una storia falsata, sono stati ingannati, quindi non è colpa loro», ha detto, aggiungendo che è felice di poter offrire il suo punto di vista per aiutare un italiano. «Tutti i sistemi giudiziari oscillano e fanno degli errori», ha concluso, ricordando come anche in America la giustizia abbia commesso errori simili a quelli che ha subìto lei.
