Salvatore Parolisi: «Ho tradito Melania, ma non l’ho uccisa»
Salvatore Parolisi confessa tradimenti ma nega omicidio, figlia privata della patria potestà

Salvatore Parolisi, ex caporalmaggiore dell’esercito, ha confessato di aver tradito la moglie Melania Rea, ma ha sempre negato di averla uccisa. La donna scomparve nel nulla il 18 aprile 2011 in provincia di Ascoli Piceno, mentre la coppia era in auto con la loro figlia Vittoria, all’età di 18 mesi. Il corpo di Melania fu trovato due giorni dopo, sfigurato da 35 coltellate, seminudo, vicino a Ripe di Civitella del Tronto. L’uomo, che ha perso la patria potestà e non può più vedere né sentire la figlia, vive oggi a Somma Vesuviana con i nonni materni, senza il cognome del padre.
Una relazione in crisi e tradimenti ripetuti
Salvatore Parolisi e Melania Rea erano in crisi, con un matrimonio che si era rivelato sempre più tormentato. L’uomo ha ammesso di aver tradito la moglie più volte, ma ha sempre sottolineato il suo amore per lei. «Melania era bellissima, Ludovica era solo una scappatella», ha detto, riferendosi all’amante con cui aveva relazioni. L’uomo ha anche confessato di aver detto a Ludovica molte bugie, pur non credendo che lei avesse perso la testa per lui. «Non pensavo che Ludovica avesse perso la testa per me», ha aggiunto, rivelando un lato di sé che non ha mai voluto mostrare.
Condanna e permesso di uscita dopo 12 anni
Salvatore Parolisi fu iscritto nel registro degli indagati il 21 giugno 2011 e, dopo un processo che lo vide condannato all’ergastolo, la pena fu ridotta a 30 anni in appello e a 20 anni in Cassazione. L’accusa lo vide come l’autore dell’omicidio, scaturito da un litigio coniugale e da un’infedeltà conclamata. «Dopo un impeto d’ira, nato da un litigio tra i due coniugi e dovuto alla conclamata infedeltà coniugale dell’uomo», ha spiegato il giudice. L’uomo, però, ha sempre negato di aver ucciso la moglie, sostenendo che il movente fosse da ricercare in «quell’imbuto nel quale Parolisi sarebbe stato inghiottito».
Salvatore Parolisi, che ha scontato la pena in carcere, ha ottenuto il permesso di uscire dopo 12 anni. «Mi hanno dato 12 ore di permesso dopo 12 anni. Se trovassi un lavoro potrei uscire, ma chi me lo dà un lavoro quanto sentono il mio nome e cognome, scappano», ha spiegato durante un’intervista al programma Chi l’ha visto?. L’uomo, che ha iniziato a studiare giurisprudenza, ha anche confessato di aver dato una parte del suo stipendio a Melania, pur non essendo presente nella vita della figlia.
La famiglia e il dolore di un figlio privato della patria potestà
Vittoria, la figlia di Salvatore e Melania, ha perso la patria potestà e non può più vedere né sentire il padre. La bambina, all’epoca di 18 mesi, vive oggi con i nonni materni a Somma Vesuviana. «Non l’avrei mai tradita, il primo anno ad Ascoli rigavo dritto, ma ho avuto la delusione di non avere un rapporto con lei», ha detto Parolisi, rivelando un lato di sé che non ha mai voluto mostrare. Il fratello di Melania, Michele Rea, ha espresso un forte disappunto nei confronti dell’uomo, dicendo: «Le prove per condannarlo sono emerse in tre gradi di giudizio. Le passava come dice lui “500 euro” e questo era l’amore che le dava? Lui non c’era nemmeno quando è nata la figlia. Uno che parla così dopo anni… Parla delle donne come se le sfruttasse. Una persona del genere non è recuperabile».
