Delfin, EssilorLuxottica e il ruolo di Milleri: le scelte tornano in capo agli eredi
Leonardo Del Vecchio sottolinea l’importanza di una strategia condivisa per Delfin e EssilorLuxottica, con focus su Milleri e il futuro dei prossimi dieci anni.

A Cernobbio, Leonardo Maria Del Vecchio ha sottolineato l’importanza di una strategia condivisa per Delfin e EssilorLuxottica, mettendo in luce il ruolo di Francesco Milleri e le scelte che dovranno essere fatte dagli eredi. La holding, che detiene circa il 32,4% del capitale, dovrà decidere se rinnovare i poteri di Milleri o se adottare una nuova direzione. La discussione non riguarda solo i conti dell’ultimo trimestre, ma la direzione del gruppo per i prossimi anni. L’obiettivo è creare una visione chiara per il mercato, che possa indicare il nuovo motore di valore del gruppo.
La strategia di Lmdv e il ruolo di Milleri
Leonardo Maria Del Vecchio ha espresso la necessità di un’azione condivisa tra i soci, sottolineando che il consiglio non può decidere da solo. La battuta “Se decidesse soltanto Milleri, l’holding dovrebbe chiamarsi MilDelfin, o Milfin, non Delfin” ha espresso chiaramente il concetto. Milleri, pur avendo valorizzato il patrimonio ricevuto, non può essere l’unica voce a decidere. La discussione sulla prossima scadenza non può ridursi a un giudizio sui conti dell’ultimo trimestre, ma riguarda la direzione del gruppo per i prossimi anni.
Il lavoro di Lmdv non è ridurre l’assemblea a una semplice ratifica. Dopo essersi dimesso dalla presidenza di Ray-Ban, dalla funzione di chief strategy officer e dalla guida italiana di OneSight, ha cessato di essere un dirigente sottoposto al vertice per tornare a esercitare pienamente il ruolo di azionista. Non è un abbandono, ma un salto di livello che gli consente di discutere il futuro del colosso senza le sovrapposizioni tra responsabilità manageriali e diritti proprietari.
EssilorLuxottica e la nuova catena del valore
Gli smart glasses hanno visto una forte accelerazione commerciale, ma pongono una questione più profonda: quale posizione occuperà EssilorLuxottica nella nuova catena del valore disegnata dall’intelligenza artificiale? Produrrà il dispositivo attraverso cui le grandi piattaforme raggiungeranno il consumatore oppure controllerà una parte crescente della tecnologia, dei dati, dei servizi e della relazione con chi lo indossa? La forza del presente è evidente; la traiettoria del prossimo decennio lo è assai meno. Il mercato non ha ancora digerito fino in fondo questo posizionamento. La caduta del titolo dai massimi riflette anche l’incertezza sui margini, sulla concorrenza delle grandi aziende tecnologiche e sulla capacità di trasformare l’innovazione in valore durevole. La promessa del med-tech, finora, non si è tradotta in un’attività di dimensioni paragonabili al business tradizionale.
La discussione sulla prossima scadenza non può ridursi a un giudizio sui conti dell’ultimo trimestre o sul valore corrente del titolo. Riguarda la direzione dei prossimi dieci anni. I risultati di breve periodo restano solidi; ciò che ancora manca è una visione altrettanto nitida del futuro, capace di indicare al mercato quale sarà il nuovo motore di valore del gruppo. Il futuro di Milleri (conferma, ridimensionamento dei poteri o successione) dipenderà dall’esito di questa tessitura. Ma prima di aprile, c’è una prova generale: il risiko bancario. Quel 17,53% detenuto in Mps obbligherà Delfin a scegliere tra l’offerta di Intesa e l’ipotesi di aggregazione di Mps con Banco Bpm e Banca Generali, proposto da Luigi Lovaglio.
