La stagione venatoria inizia con un calendario equilibrato tra tradizione e tutela
Inizia la stagione venatoria 2026/2027 in Trentino con un calendario studiato per conciliare tradizione e tutela della fauna selvatica.

La stagione venatoria 2026/2027 in Trentino inizia ufficialmente il 6 settembre, con un calendario studiato per conciliare tradizione e tutela della fauna selvatica. L’assessore regionale all’ambiente, Roberto Failoni, ha espresso il suo apprezzamento per la stagione, auspicando una buona caccia da vivere con passione, prudenza e senso di responsabilità. La stagione, che si svolgerà in Trentino, è caratterizzata da un approccio basato su dati, programmazione e responsabilità, con l’obiettivo di mantenere un equilibrio tra animali, ambiente e attività umane.
Un calendario per la gestione della fauna
Il calendario venatorio 2026/2027 prevede la caccia a diverse specie, tra cui capriolo maschio, cervo, camoscio e muflone, con date specifiche per ogni categoria. Per gli ungulati, sono previsti circa 13 mila capi da prelievo autorizzato, su un totale di circa 73 mila censiti. L’approccio si basa su censimenti, monitoraggio e programmazione, con l’obiettivo di garantire una gestione della fauna seria e responsabile. L’assessore Failoni ha sottolineato che la caccia non è solo un’attività tradizionale, ma un presidio territoriale e sociale che richiede attenzione e rispetto per l’ambiente.
La stagione è accompagnata da una serie di regole specifiche per garantire la sicurezza dei cittadini e la tutela degli animali. Per gli ungulati, è prescritto l’uso esclusivo di fucili a canna rigata con calibri specifici, e viene fortemente raccomandato l’uso di munizioni atossiche in sostituzione di quelle in piombo, soprattutto nelle zone umide. Inoltre, è obbligatorio il recupero della fauna, con la ricerca dei capi feriti avvalendosi esclusivamente di cani da traccia riconosciuti idonei.
La caccia è accompagnata da limitazioni e obblighi specifici per garantire la sicurezza.
Regole e sicurezza per la caccia
La caccia è vietata in determinate aree, come vicino a abitazioni, strade e infrastrutture, e sono previste distanze minime da animali domestici e da zone abitate. Inoltre, è vietato utilizzare reti, trappole, tagliole, vischio, esche e bocconi avvelenati, lacci, gabbie trappola. I giorni vietati, di “silenzio venatorio”, sono martedì e venerdì, anche se festivi. L’Enpa di Rovereto ha espresso preoccupazione per l’evoluzione delle normative e ha sottolineato l’importanza di mantenere i principi della legge 157/92, che tutela la fauna selvatica e il territorio. Gli abitanti e i turisti potrebbero trovarsi in aree di azione di persone armate, soprattutto nei fine settimana, quando le famiglie desiderano godere dell’ambiente in tranquillità e in sicurezza. Ricordiamo che tutti gli illeciti amministrativi e penali possono essere immediatamente segnalati alle forze dell’ordine, che devono intervenire per far cessare gli atti illeciti e per denunciare gli autori alla Magistratura.
La caccia richiede attenzione e rispetto per la tutela degli animali e della comunità.
La stagione venatoria in Trentino rappresenta un equilibrio tra tradizione e modernità, con un approccio basato su dati e collaborazioni con enti scientifici. L’obiettivo è contenere le specie in forte espansione, come il cervo, e proteggere l’agricoltura da danni. L’assessore Failoni ha sottolineato che la caccia non è solo un’attività, ma un presidio che richiede attenzione e responsabilità. La stagione è accompagnata da nuove direttive che mirano a potenziare l’efficacia degli interventi, mantenendo un approccio prudenziale e rigoroso.
