Gli scienziati chiedono un registro globale per la plastica
Gli scienziati chiedono un registro globale per la plastica per migliorare la gestione e la riduzione dell’inquinamento.
La plastica, materia essenziale per la società moderna, sta diventando un problema globale sempre più urgente. Gli scienziati chiedono che il futuro trattato delle Nazioni Unite sull’inquinamento da plastica introduca un sistema internazionale obbligatorio e standardizzato per misurare e rendicontare l’intero ciclo di vita dei materiali plastici, dalla produzione allo smaltimento. L’obiettivo è creare una base di dati confrontabili per valutare l’efficacia delle politiche e migliorare la gestione del materiale. La proposta è stata avanzata da Quanyin Tan della Tsinghua University di Pechino, insieme a Roland Geyer e Douglas McCauley della University of California Santa Barbara, in un lavoro pubblicato su Science.
Un registro per comprendere e controllare la plastica
Il sistema di reporting richiesto dagli scienziati permetterebbe di sapere quanta plastica viene prodotta in ogni Paese, quali sostanze chimiche vengono utilizzate, come viene commerciata, quanti rifiuti vengono generati e dove finiscono i materiali scartati. Senza una contabilità globale e obbligatoria, sarà difficile costruire politiche efficaci contro un inquinamento ormai diffuso in tutto il pianeta. Il timore maggiore sarebbe che il trattato non prevedesse alcun obbligo di rendicontazione, ha spiegato Geyer, professore di ecologia industriale alla UC Santa Barbara.
La questione nasce dalle caratteristiche stesse della plastica. Geyer e McCauley non mettono in discussione l’importanza del materiale per la società moderna, ma sottolineano il problema dell’utilizzo di un materiale estremamente persistente per prodotti con una vita brevissima, come contenitori, imballaggi e posate monouso. McCauley cita l’esempio di una forchetta utilizzata per cinque minuti che potrebbe permanere in discarica per oltre 500 anni, definendo questa sproporzione “un difetto critico di progettazione”. A differenza di molti materiali utilizzati nel corso della storia, i polimeri sintetici non vengono facilmente reintegrati nei processi naturali.
Un modello già esistente, ma adattato alle nuove sfide
Non si tratterebbe, sottolineano gli autori, di inventare da zero un nuovo modello di governance ambientale. Meccanismi di misurazione e rendicontazione sono già parte di altri grandi accordi internazionali che affrontano problemi ambientali globali, come il Protocollo di Montreal o la Convenzione di Parigi. Il principio, secondo Geyer, è semplice: “Non si può gestire ciò che non si misura”. La disponibilità di dati confrontabili permetterebbe non soltanto di conoscere le dimensioni del problema, ma anche di verificare nel tempo se le politiche adottate per ridurlo stiano realmente funzionando.
La produzione di plastica continua ad aumentare: una precedente analisi del 2024 stimava una crescita dell’utilizzo di plastica del 37% entro il 2050. Per gestire questa situazione, gli scienziati chiedono un registro globale che permetta di seguire la plastica “dalla culla alla tomba”, rendendo confrontabili i dati provenienti da Paesi con capacità economiche, amministrative e tecnologiche molto differenti. Il sistema di reporting dovrebbe consentire di seguire la plastica lungo l’intero ciclo di vita, standardizzando le modalità di classificazione ed etichettatura e definendo procedure comuni di misurazione.
La proposta avrà un primo banco di prova già nelle prossime settimane: il 16 e 17 settembre la UC Santa Barbara e il World Economic Forum organizzeranno a Ginevra un workshop con scienziati, decisori politici, rappresentanti dell’industria ed esperti di attuazione. L’incontro servirà a confrontare differenti modelli di rendicontazione e a valutare come costruire un sistema scientificamente robusto e applicabile nei diversi Paesi. Una sintesi dei lavori sarà resa disponibile agli stakeholder prima della prossima riunione dell’Intergovernmental Negotiating Committee sull’inquinamento da plastica, prevista per marzo 2027.
