Bonifiche Ferraresi espande il modello agricolo in Mauritania per sviluppare filiera cerealicola
Bonifiche Ferraresi punta a estendere il modello agricolo in Mauritania per sviluppare filiera cerealicola e infrastrutture.
La Bonifiche Ferraresi (Bf), gruppo agroindustriale italiano, ha avviato trattative con il governo della Mauritania per sviluppare un progetto agricolo di grandi dimensioni nella regione sud-occidentale di Brakna. L’obiettivo è replicare in Africa un modello che integra tecnologie, irrigazione, meccanizzazione e formazione, con l’obiettivo di rafforzare la produzione cerealicola nazionale e ridurre la dipendenza dalle importazioni. Il progetto, che potrebbe interessare una superficie compresa tra 10 e 20 mila ettari, si inserisce nel quadro del Piano Mattei, strategia italiana per promuovere la presenza economica e gli investimenti delle imprese italiane nel continente africano.
Un modello agricolo integrato per la Mauritania
Il progetto prevede la costruzione di un canale di irrigazione nei pressi di Boghé, con l’obiettivo di migliorare le capacità di irrigazione dell’area. Sono previste diverse colture, tra cui grano, riso e prodotti orticoli, oltre alla produzione di sementi. L’azienda ha già sviluppato progetti simili in Algeria, Ghana e Costa d’Avorio, dove ha messo in atto un modello che combina grandi superfici, tecnologie avanzate e formazione degli agricoltori. In Algeria, Bf ha avviato un programma agroindustriale di 36 mila ettari a Timimoun, in collaborazione con il Fonds national d’investissement algerino.
La Mauritania cerca di sviluppare una filiera cerealicola nazionale e ridurre la dipendenza dalle importazioni.
Il progetto mauritano sarà sviluppato in collaborazione con la Société nationale de développement rural (Sonader), agenzia governativa per lo sviluppo rurale. Secondo le prime informazioni disponibili, Bf potrebbe farsi carico di una parte del finanziamento, mentre il contributo della Mauritania beneficerebbe del sostegno della cooperazione italiana. La «Misura Africa», gestita da Simest, dispone di 200 milioni di euro di finanziamenti agevolati destinati agli investimenti produttivi e alla formazione. L’espansione di Bf in Africa risponde alla volontà italiana di coinvolgere il settore privato nel Piano Mattei, con strumenti come il «Plafond Africa» di Cassa depositi e prestiti (Cdp), che prevede 500 milioni di euro per sostenere le aziende italiane attive in Africa.
Un’esperienza di successo in Ghana e Costa d’Avorio
La Bonifiche Ferraresi ha già testato il suo modello in diversi Paesi africani, tra cui il Ghana e la Costa d’Avorio. In Ghana, il gruppo ha iniziato lo sviluppo di una tenuta agricola di 5 mila ettari ad Aveyime-Battor, con un investimento di circa 90 milioni di euro. In Costa d’Avorio, Bf ha firmato nel settembre 2025 una convenzione di investimento da 134 milioni di euro per sviluppare una fattoria pilota di 10 mila ettari a Tagadi. Tra le produzioni previste figurano igname, mais, miglio, riso e colture orticole. Questi progetti hanno dimostrato l’efficacia del modello di Bf, che combina tecnologie, formazione e infrastrutture per supportare la produzione agricola locale.
La collaborazione con Sonader e la cooperazione italiana sono chiavi per il successo del progetto.
Il progetto in Mauritania, sebbene in fase iniziale, potrebbe rappresentare un banco di prova per questa nuova forma di cooperazione agricola tra Italia e Africa. La sfida per la Mauritania sarà capire quanti terreni saranno effettivamente sviluppati, quali volumi agricoli saranno prodotti e quale parte della produzione potrà essere trasformata localmente. La creazione di posti di lavoro, la formazione degli agricoltori e il trasferimento di tecnologie saranno elementi chiave per valutare l’impatto reale del progetto. La Bonifiche Ferraresi, con il suo modello integrato, potrebbe contribuire a una transizione significativa verso una filiera cerealicola autosufficiente nel Paese.
