Cina accusata di attacchi informatici su enti statunitensi chiave
US accusa Cina di attacchi informatici su enti chiave, utilizzando dispositivi IoT per occultare origine traffico

Il governo degli Stati Uniti ha reso pubblico un’operazione di hacking condotta da gruppi hacker cinesi, che hanno violato i sistemi informatici di enti chiave come il Dipartimento di Giustizia, NASA, Federal Reserve, Senato e altre agenzie governative. L’attacco, rivelato il 28 agosto 2026, è stato attribuito a gruppi hacker sponsorizzati dal governo cinese, che hanno utilizzato una rete di dispositivi IoT compromessi per occultare l’origine del traffico. L’FBI ha dichiarato di aver interrotto l’operazione e di aver sequestrato l’infrastruttura utilizzata dai criminali.
Attacchi informatici su infrastrutture critiche
Secondo l’FBI, i cybercriminali hanno creato una piattaforma che offre servizi di hacking a pagamento, utilizzando due sistemi, QScan e QTRouter, per infettare dispositivi connessi a internet e utilizzarli come parte di una rete proxy. Questi strumenti hanno permesso ai criminali di occultare l’origine degli attacchi, facilitando l’infiltrazione nei sistemi di enti statunitensi. L’operazione è stata resa nota attraverso un comunicato ufficiale del Dipartimento di Giustizia, che ha sottolineato l’importanza di proteggere le infrastrutture critiche. L’uso di dispositivi IoT compromessi ha permesso ai criminali di occultare l’origine del traffico, rendendo difficile la tracciabilità degli attacchi. L’FBI ha dichiarato che l’operazione è parte di un piano più ampio per proteggere le infrastrutture critiche e limitare l’accesso di attacchi esterni. L’azione è stata considerata un ulteriore passo nella lotta contro le minacce informatiche esterne, con un focus particolare sui gruppi sponsorizzati dal governo cinese.
Operazione di interruzione del botnet
La squadra dell’FBI, in collaborazione con il Dipartimento della Giustizia, ha riuscito a interrompere l’operazione e a sequestrare l’infrastruttura utilizzata dai criminali. L’azione è stata descritta come parte di una serie di operazioni tecniche volte a limitare la capacità della Cina di lanciare attività di hacking su sistemi governativi e infrastrutture critiche. L’FBI ha anche annunciato il supporto al piano di cybersecurity del presidente Trump, mirato a proteggere il paese da minacce esterne.
La società Nanjing Xinjiuwei Network Technology Company è stata identificata come ente che ha contrattato i servizi di QTFY, un gruppo hacker responsabile dell’attacco. L’operazione ha visto l’uso di una rete di dispositivi IoT compromessi per creare un botnet, che ha permesso ai criminali di infiltrarsi nei sistemi di enti statunitensi senza essere rilevati. L’FBI ha dichiarato che l’azione è parte di un piano più ampio per proteggere le infrastrutture critiche e limitare l’accesso di attacchi esterni.
Il direttore dell’FBI, Kash Patel, ha sottolineato che l’uso di questi strumenti ha permesso ai cybercriminali di occultare l’origine degli attacchi, rendendo difficile la tracciabilità. L’azione ha visto il coinvolgimento di diverse unità dell’FBI, tra cui la divisione cyber e le squadre locali come quella di San Diego. L’azione è stata considerata un ulteriore passo nella lotta contro le minacce informatiche esterne, con un focus particolare sui gruppi sponsorizzati dal governo cinese.
