**Scuola Corridoni: l’Ufficio scolastico regionale blocca il trasferimento in via Fiume per criticità strutturali**

La scuola primaria Corridoni di Como si trova al centro di un dibattito acceso tra Comune e Ufficio scolastico regionale. A pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico, l’Ufficio scolastico ha respinto la proposta del Comune di trasferire le classi in via Fiume, evidenziando criticità strutturali e di sicurezza. La decisione, formalizzata in una nota, ha suscitato preoccupazioni tra genitori e istituzioni, con la richiesta di verifiche urgenti e garanzie tecniche.
Condizioni non idonee per l’uso della sede
L’Ufficio scolastico regionale ha espresso una netta contrarietà all’utilizzo della sede individuata in via Fiume, sottolineando che le condizioni attuali non permettono di garantire la sicurezza degli alunni e del personale. La nota indica la presenza di infiltrazioni, intonaci da risanare, e problemi di impiantistica e vie di esodo. Non si può ricondurre a meri aspetti organizzativi o di opportunità.
Spazi già utilizzati e riduzione delle possibilità didattiche
La scuola Venini di via Fiume, destinata a ospitare le classi della Corridoni, è già organizzata per il tempo pieno e utilizza spazi fondamentali per l’attività didattica. Gli ambienti individuati, tra cui aule di informatica, musica, biblioteca e aula intercultura, sono già in uso e non possono essere considerati inutilizzati. Un loro utilizzo per la Corridoni comporterebbe una riduzione significativa delle possibilità organizzative e didattiche del plesso. La scuola Venini ospita attualmente 186 alunni e le sue strutture sono già dedicate a attività laboratoriali e inclusive. L’Ufficio scolastico ha avvertito che la sottrazione di spazi potrebbe compromettere l’impostazione laboratoriale della scuola, che richiede ambienti differenziati. Inoltre, i locali per la mensa sono già utilizzati quotidianamente e non possono essere considerati automaticamente disponibili per altri studenti senza verifiche approfondite.
La situazione si complica ulteriormente con la vicinanza del 1° settembre, data in cui il Consiglio di Stato dovrà decidere sul ricorso presentato dai genitori. I genitori della Corridoni, che hanno già scritto al ministro Valditara, temono che un trasferimento anticipato possa compromettere la tutela giurisdizionale in corso. A pochi giorni dal suono della prima campanella, le famiglie non sanno dove i propri figli inizieranno effettivamente l’anno scolastico. La questione riguarda circa 200 alunni, tra cui 17 con condizioni di disabilità o bisogni educativi speciali. I genitori temono una frammentazione dei gruppi classe e una separazione di fratelli. L’Ufficio scolastico ha ribadito che le 11 classi coinvolte dovrebbero essere accolte in un’unica sede, non disperse tra plessi diversi. La soluzione proposta dal Comune, tuttavia, non appare ancora idonea, a causa delle criticità emerse.
