Furto di opere di Antonello a Messina durante la processione: ipotesi di fuga da yacht a macchina
Furto di quattro opere di Antonello a Messina durante la processione, ipotesi di fuga via mare e terra.

Il 15 agosto a Messina si è verificato un furto di quattro opere di Antonello durante la processione della Vara. Le opere, tra cui il Polittico di San Gregorio e la tavoletta bifronte con la Madonna col Bambino, sono state trafugate nonostante la presenza di personale di custodia, sistemi di allarme e videosorveglianza. L’evento, che ha sconvolto la città, si è verificato in un momento in cui la città era in piena festa, con migliaia di persone radunate per la processione. La Mobile sta indagando su tutte le piste, tra cui l’ipotesi di fuga via mare o via terra.
Le opere rubate e il loro valore
Le quattro opere trafugate sono state realizzate da Antonello, pittore messinese, e sono considerate uniche per la città dello Stretto. Tra le opere rubate c’è la tavoletta bifronte con la Madonna col Bambino e un francescano orante, sul recto, e il Cristo in pietà sul verso. Quest’ultima è stata acquistata dal ministero della Cultura per 14 milioni di euro. L’Ecce Homo di Antonello, che era stata comprata per 14,9 milioni di euro, era molto più ridotta rispetto alle quattro opere trafugate. L’ipotesi è che le tavole possano essere state trasportate in uno yacht attraccato nel cuore di lusso della città. Il furto ha sconvolto la città, con migliaia di persone radunate per la processione. Il Museo, che in altre annate era rimasto aperto per sfruttare la presenza di turisti, ieri era invece chiuso. Il sito perfino aggiornato alla prima domenica di agosto. Una chiusura che ha fatto gola ai ladri.
Le ipotesi di fuga: dal mare alla via terra
La Mobile sta valutando tutte le piste, tra cui l’ipotesi di fuga via mare. Proprio di fronte al Museo c’è la spiaggia del Ringo, da poco restituita alla pubblica fruizione e balneazione. Una barca, un gommone e via. Pochi metri più in là c’è la Caronte, salire sul traghetto e raggiungere subito la penisola, e chissà, anche l’aeroporto di Reggio Calabria. Oppure, e questa è una delle ipotesi di certo più suggestive, proseguendo dalla Caronte c’è un porticciolo turistico, dove spesso sono attraccati grandi e lussuosi yacht.
Le opere rubate sono state trasportate in un momento in cui la città era in piena festa. L’ipotesi è che le tavole possano essere state trasportate in uno yacht attraccato nel cuore di lusso della città. Ma c’è anche l’ipotesi via terra. Anche lo snodo autostradale di Giostra è lì vicino. E tutta l’area intorno verso le 21 si è svuotata. Da lì è partita la Vara, tirata fino alla Cattedrale, intorno alle 18.
La “girata”, ovvero il momento clou della processione, quando si gira la macchina votiva verso la Cattedrale, è stata dopo le 21.30. Dalle 18 fino quasi alle 22, gli occhi della città erano rivolti altrove. Dove erano confluite addirittura 20 mila persone. Il Museo, che in altre annate era rimasto aperto per sfruttare la presenza di turisti, ieri era invece chiuso. Il sito perfino aggiornato alla prima domenica di agosto. Una chiusura che ha fatto gola ai ladri.
Adesso gli uomini della Mobile stanno passando al vaglio tutte le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona, ma si tratta un’area molto estesa, di fronte, c’è un grande condominio e un parrucchiere, ma almeno a 40 metri di distanza, e sulla stessa strada il recinto del Museo e il primo palazzo a venti metri. Se quelle interne hanno dato la certezza dei due uomini entrati a trafugare, di chi altro ci fosse all’esterno e in che direzione siano fuggiti, sarà di certo ben più complicato da chiarire.
