Pagamenti a rate in supermercati: un fenomeno in crescita e i rischi legati all’indebitamento

Pagamenti a rate in supermercati: un fenomeno in crescita e i rischi legati all’indebitamento

Un cliente utilizza l'app di Klarna per pagare a rate una spesa al supermercato, mentre un addetto al banco osserva la situazione
Un cliente utilizza l’app di Klarna per pagare a rate una spesa al supermercato, mentre un addetto al banco osserva la situazione

Da inizio agosto, la catena di supermercati romana Pewex ha iniziato a permettere ai clienti di pagare le spese a rate tramite la piattaforma Klarna, un servizio che si sta diffondendo in modo crescente in tutta Europa. Questa pratica, detta “Buy now pay later” (BNPL), permette di dilazionare la spesa su più mesi senza interessi, ma comporta anche rischi di indebitamento. Il fenomeno, in particolare tra i giovani, ha suscitato preoccupazioni per la leggerezza con cui si effettuano acquisti e per la mancanza di controlli rigorosi.

Un servizio accessibile ma potenzialmente pericoloso

Klarna, nata in Svezia nel 2005, è diventata una delle piattaforme più utilizzate per i pagamenti a rate. Con oltre 118 milioni di utenti attivi e 3,4 milioni di transazioni al giorno, la società opera in 26 paesi e ha integrato il suo modello BNPL su circa un milione di piattaforme di e-commerce. Il servizio è semplice da usare: basta scaricare l’app, creare un account e associare una carta di credito. Il pagamento di ogni rata avviene in automatico, senza richiedere documenti come la dichiarazione dei redditi o la busta paga.

La facilità di accesso ha reso il servizio popolare, ma ha anche portato a una maggiore leggerezza negli acquisti.

Il problema principale di queste piattaforme è che per utilizzarle in genere basta scaricare l’applicazione, creare un account e associarlo alla propria carta di credito. Il pagamento di ogni rata avviene in automatico: la somma viene prelevata direttamente dal conto. Al momento dell’acquisto non è richiesto nessun documento al cliente, come la dichiarazione dei redditi o la busta paga, e proprio la facilità con cui le si utilizza ha comportato una serie di problemi, come una maggiore leggerezza negli acquisti, fino all’indebitamento degli acquirenti.

Un modello economico che beneficia sia clienti che venditori

Il sistema si basa su un accordo tra cliente, venditore e piattaforma. Il venditore riceve la somma intera in 48 ore, mentre il cliente paga le rate in seguito. Klarna guadagna principalmente attraverso commissioni pagate dai venditori, che accettano di versarle per aumentare la spesa media e il tasso di conversione. Gli altri ricavi provengono da penali per ritardi, finanziamenti più lunghi e servizi speciali come abbonamenti e consulenze finanziarie.

La piattaforma ha anche introdotto una carta di debito digitale gratuita e un sistema di cashback per gli abbonati, ulteriori strumenti che la rendono simile a una banca digitale. Tuttavia, la semplicità di utilizzo ha anche portato a un aumento del rischio di indebitamento, soprattutto per chi effettua frequentemente acquisti a rate. Per risolvere i problemi legati all’indebitamento, l’Unione Europea sta sviluppando nuove regole più stringenti. A novembre entrerà in vigore una nuova direttiva, che renderà i pagamenti a rate un credito al consumo regolamentato. La Banca d’Italia sta definendo le regole in questi mesi, con l’obiettivo di migliorare la trasparenza e la protezione dei consumatori. Klarna ha già introdotto alcuni controlli, come il limite massimo di importo attivo e la sospensione del servizio in caso di mancato pagamento. Tuttavia, il rischio di accumulare debiti con diverse piattaforme rimane un problema non risolto. La facilità con cui si possono attivare diversi piani rateali e la mancanza di un sistema centralizzato di monitoraggio rendono il fenomeno sempre più complesso.