Sigurjón Sighvatsson: Locarno, AI e il futuro del cinema
Sigurjón Sighvatsson parla del cinema, dell’AI e del ruolo dei festival come Locarno.

Un produttore in cerca di un’identità diversa
Sigurjón Sighvatsson, produttore e regista islandese basato negli Stati Uniti, ha espresso le sue opinioni su come il cinema sta evolvendo, con un focus particolare su Netflix, l’AI e il ruolo dei festival come Locarno. Il produttore, noto per il successo di film come *Wild at Heart* e *Basquiat*, ha sottolineato come il sistema di distribuzione di Netflix differisca radicalmente da quello del cinema tradizionale. “Netflix crea un sistema chiuso, mentre i miei film, anche i music video, sono per un sistema aperto che tutti possono accedere”, ha spiegato. La distinzione, per lui, si basa sulla distribuzione: “Netflix non vende mai il suo prodotto a nessuno, tranne a se stesso”.
Netflix non vende mai il suo prodotto a nessuno, tranne a se stesso.
Sighvatsson ha anche espresso preoccupazioni per il modello di business del servizio streaming, che ha reso i film accessibili solo all’interno del suo ecosistema. “I film di Netflix non si adattano a un’esperienza come un cinema IMAX”, ha spiegato. Nonostante ciò, ha riconosciuto i contributi positivi del servizio, come l’opportunità per creatori di altri paesi di produrre contenuti in lingue e culture diverse.
Locarno: un festival diverso e più libero
Sighvatsson ha espresso un forte apprezzamento per il Locarno Film Festival, che ha descritto come un evento con un approccio più avventuroso e meno prevedibile rispetto ad altri festival. “Locarno non si concentra solo sulla competizione o sulle star, ma offre una visione diversa del cinema”, ha sottolineato. Ha anche sottolineato come i festival più grandi, come Cannes, stiano perdendo la loro identità. “Non so più cosa Cannes rappresenti oggi”, ha detto. “Non so se stanno cercando di attirare un pubblico specifico o se hanno una visione chiara. Locarno, invece, ha una sua autonomia e questa libertà lo renderà più forte nel futuro”.
Locarno non si concentra solo sulla competizione o sulle star, ma offre una visione diversa del cinema.
Il produttore ha anche sottolineato come i festival più piccoli, come Locarno, possano adattarsi meglio ai cambiamenti del mercato. “I festival come Locarno, che sono più piccoli e hanno un approccio diverso al cinema, faranno meglio”, ha affermato. Questo, a suo avviso, è dovuto alla flessibilità e alla capacità di adattarsi a nuove dinamiche del settore.
AI: una risorsa ma non un sostituto
Sighvatsson ha riconosciuto il potenziale dell’AI nel settore cinematografico, ma ha anche espresso dubbi su come possa realmente cambiare il cinema. “L’AI potrebbe aiutare in molti modi, ma non vedo come i film prodotti con l’AI possano cambiare le regole del cinema, perché alla fine i film sono sempre raccontate storie umane”, ha detto. Ha anche menzionato che alcuni progetti potrebbero beneficiare dell’AI, come *The Odyssey* di Christopher Nolan, dove l’uso dell’AI non è stato scelto per non far sentire al pubblico che si trattasse di un prodotto tecnologico. L’AI potrebbe aiutare in molti modi, ma non vedo come i film prodotti con l’AI possano cambiare le regole del cinema.
Ha concluso che l’AI è una lama a doppio taglio, ma non cambierà il cinema. “L’AI è una tecnologia potente, ma il modo in cui viene utilizzata è fondamentale”, ha affermato. Molti registi, a suo avviso, opteranno per non usarla, preferendo un approccio tradizionale.
Netflix: un sistema chiuso e un’opportunità per nuovi talenti
Sebbene Sighvatsson non si senta parte del “mondo Netflix”, ha riconosciuto i contributi positivi del servizio streaming. “Netflix ha dato a persone di altri paesi la possibilità di produrre contenuti in lingue e culture diverse”, ha detto. Tuttavia, ha criticato il modello di distribuzione del servizio, che ha creato un “sistema chiuso” in cui i film non sono accessibili al di fuori del contesto Netflix. “I film di Netflix non si adattano a un’esperienza come un cinema IMAX”, ha spiegato. Nonostante ciò, non si aspetta di produrre un film per Netflix in futuro. “Non penso che sia il mio tipo di lavoro”, ha concluso.
