Sicilia in fiamme: luglio 2026 supera 29 record di caldo e temperature estreme

Sicilia in fiamme: luglio 2026 registra 29 record di caldo e temperature estreme, superando il 2023.

Sicilia in fiamme, luglio 2026 con temperature estreme e record di caldo, piogge e incendi
Sicilia in fiamme, luglio 2026 con temperature estreme e record di caldo, piogge e incendi

Luglio 2026 si è rivelato un mese estremo per la Sicilia, con temperature record e un numero record di 29 primati superati. La regione ha registrato un caldo intenso, con la temperatura media mensile più elevata a Palermo, che ha superato il record del luglio 2023. La situazione è stata aggravata da un’alta pressione che ha creato una “cupola di calore” sul Mediterraneo centrale, concentrando il calore sul settore centro-meridionale. La ventilazione, inoltre, è stata mediamente più debole, contribuendo a un aumento delle temperature e a un incremento degli incendi, sebbene l’impatto sia stato inferiore rispetto al 2023.

Temperature record e ondata di caldo

La temperatura media regionale mensile di luglio 2026 è risultata pari a 27,4 °C, leggermente inferiore a quella del 2023 ma ben superiore alla norma del periodo 2003–2022. A Palermo, la temperatura media mensile più elevata è stata registrata con 29,9 °C, superando il record del luglio 2023. La stazione di Noto ha registrato la temperatura massima più elevata del mese con 46,5 °C, mentre la minima più bassa è stata registrata a Cesarò Monte Soro con 7,3 °C.

La ventilazione, in particolare, ha giocato un ruolo cruciale nel determinare l’andamento termico. Fortunatamente, durante l’ondata di caldo è venuta a mancare la violenta avvezione al suolo da Ostro e Libeccio, che nel 2023 aveva prodotto valori estremi e alimentato incendi devastanti. Questa volta, la ventilazione è stata mediamente più debole, favorendo la concentrazione del calore sul settore centro-meridionale, dove è stato registrato il maggior numero di record assoluti di temperatura.

Un mese di piogge e caldo estremo

Luglio 2026 ha visto un inizio perturbato, con precipitazioni superiori alla media del periodo, concentrate soprattutto nei giorni 2 e 3 a causa di una circolazione depressionaria sul Tirreno. La stazione di Pollina ha registrato oltre 120 mm in meno di 2 ore, mentre Caronia ha registrato un massimo mensile di 91,6 mm. Tuttavia, le successive condizioni di alta pressione e le temperature estreme hanno provocato un’elevata evaporazione, vanificando quasi del tutto i benefici per i bilanci idrici regionali.

Il bilancio idrico a fine mese è risultato quasi irrilevante a causa dell’intensa evaporazione e dell’evapotraspirazione provocate dalle temperature estreme. Sebbene i bilanci pluviometrici a medio termine beneficino ancora delle piogge di inizio anno, l’apporto idrico di luglio è stato quasi irrilevante. La precipitazione media regionale è stata di 15,3 mm, circa il doppio della norma, con una media di 1,2 giorni piovosi.

Le temperature estreme hanno avuto un impatto significativo sull’agricoltura, ma le colture permanenti hanno resistito meglio grazie a un inverno favorevole e a un maggiore stock d’acqua. La situazione è comunque in fase di valutazione, con un’attenzione particolare alle conseguenze a lungo termine. Inoltre, il numero di “notti tropicali” e “notti super tropicali” ha registrato un aumento senza precedenti, con Catania che ha superato il record storico di 42 notti tropicali, raggiungendo 44. La combinazione di caldo e scarsa ventilazione ha favorito la formazione di un’area di calore intenso, con effetti sulle produzioni agricole e zootecniche. La regione ha visto un incremento degli incendi, sebbene l’impatto sia stato inferiore rispetto al 2023, grazie alla mancanza di venti estremi. L’effetto del caldo persiste, con un’attesa per un prolungamento degli effetti sulle temperature dell’atmosfera nei mesi successivi.