Umbria, “Chiamata alle arti” da 31 milioni per sostenere la cultura in tre anni

La Regione Umbria stanzia 31 milioni di euro in tre anni per una nuova legge su cultura e impresa creativa. Avvisi per spettacolo dal vivo, musei, biblioteche, innovazione artistica e progetti creativi.

Presentazione della legge regionale in una sala riunioni con il vicepresidente della Regione Umbria
Presentazione della legge regionale in una sala riunioni con il vicepresidente della Regione Umbria

L’Umbria presenta una riforma storica del settore culturale: la Regione stanzia 31 milioni di euro in tre anni attraverso la nuova normativa “Chiamata alle arti”, legge regionale su cultura e impresa creativa destinata a trasformare il panorama artistico regionale. Secondo tuttoggi.info, il piano rappresenta la più grande riforma mai realizzata per il comparto culturale umbro, articolato su una nuova strategia che intende fare leva sulla cultura per lo sviluppo economico, la coesione sociale e la crescita territoriale.

La nuova legge copre molteplici ambiti di intervento. L’avviso sostiene lo spettacolo dal vivo, le bande e i cori, i live club, le manifestazioni culturali di rilevante interesse regionale, i progetti di valorizzazione della storia e delle tradizioni locali, nonché le iniziative che dialogano tra arti, scienza, ricerca e tecnologia. I fondi saranno distribuiti attraverso bandi divisi in cluster tematici dedicati allo spettacolo dal vivo, ai luoghi della cultura e alla promozione della lettura, al patrimonio immateriale e alla creatività contemporanea.

Un finanziamento pluri-annuale per la certezza progettuale

Una caratteristica innovativa della riforma è la copertura multi-annuale dei finanziamenti. La Regione ha scelto di garantire agli operatori e alle organizzazioni culturali la certezza dei finanziamenti per tre anni, nella maggior parte dei casi, consentendo loro di programmare investimenti con maggiore sicurezza sulle proprie attività artistiche e culturali. Questa scelta intende risolvere un problema strutturale del settore: la difficoltà di creare e progettare quando manca la certezza di poter coprire le spese per gli investimenti.

Il calendario di pubblicazione degli avvisi parte da luglio e agosto, quando verrà lanciata la misura destinata alle imprese culturali e creative, finanziata con risorse del PR FESR 2021-2027 per una dotazione complessiva di 4 milioni di euro. Questa misura sosterrà progetti innovativi triennali finalizzati alla crescita, al consolidamento e alla competitività degli operatori culturali e creativi, con attenzione particolare all’innovazione di prodotto, servizio e processo, alla digitalizzazione, alle reti e alla collaborazione tra filiere.

Gli avvisi in autunno e il posizionamento dell’Umbria

Il programma prosegue tra settembre e novembre con ulteriori misure dedicate a musei, biblioteche, archivi e librerie indipendenti. Rientra nel piano anche il finanziamento per rievocazioni storiche, infiorate artistiche, musica e danza popolare, valorizzazione delle società operaie di mutuo soccorso, iniziative espositive, promozione dell’arte contemporanea, riattivazione culturale degli spazi dismessi, innovazione architettonica e paesaggistica degli spazi pubblici, welfare culturale e attrattori culturali.

Presentazione della legge regionale in una sala riunioni con il vicepresidente della Regione Umbria, immagine di approfondimento

Durante la presentazione della norma, il vicepresidente della Regione ha evidenziato che l’Umbria si conferma nel 2025 la Regione italiana con il maggior numero di spettacoli in rapporto alla popolazione. Un dato che sottolinea come la realtà culturale umbra fosse già dinamica prima di questa riforma, la quale intende ora fornire alle realtà artistiche infrastrutture normative e risorse economiche per consolidare e ampliare questa posizione.

La nuova legge regionale rappresenta un cambio di paradigma nel rapporto tra amministrazione pubblica e settore culturale. Non si tratta soltanto di erogare risorse, ma di attribuire alla cultura un ruolo centrale nella strategia di sviluppo regionale. La riforma introduce strutture organizzative che riconoscono il valore economico e sociale della creatività, delle arti e della ricerca, creando le condizioni affinché gli operatori possano operare con la stabilità necessaria per innovare e crescere.

Con questa serie di bandi e misure, l’Umbria intende rafforzare l’intero ecosistema culturale regionale, dagli spettacoli alle istituzioni, dal patrimonio immateriale alle nuove forme di creatività digitale e contemporanea, investendo su un settore che storicamente genera occupazione, attrae visitatori e contribuisce all’identità territoriale.