Textile Hub a Prato, nuovo impianto di riciclo tessile con tecnologia innovativa

Nasce a Prato il Textile Hub, impianto di riciclo tessile con tecnologia avanzata. Investimento di 31,3 milioni per trattare 33mila tonnellate di rifiuti all’anno. Plures rafforza l’economia circolare.

A Prato entra in funzione il Textile Hub, una nuova infrastruttura dedicata al recupero e al riciclo dei rifiuti tessili, realizzata da Plures con un investimento di 31,3 milioni di euro. L’impianto rappresenta una delle prime applicazioni su scala industriale in Italia di una tecnologia già sperimentata in progetti europei, pensata per trasformare materiali tessili a fine vita in nuove risorse attraverso processi innovativi. La struttura nasce nella città toscana che da oltre un secolo ha fatto della rigenerazione delle fibre una competenza industriale consolidata.

A regime il nuovo impianto impiegherà circa 50 addetti organizzati su due turni di lavoro, entrando a pieno regime con capacità di trattamento significative per il territorio e per l’intera regione. La scelta della localizzazione a Prato non è casuale: il distretto tessile ha costruito la propria identità sulla rigenerazione dei materiali e dispone di un patrimonio di imprese, competenze e know-how che lo rende un punto di riferimento internazionale nel settore dell’economia circolare applicata al tessile.

Capacita produttiva e gestione dei rifiuti tessili

Il Textile Hub è progettato per trattare fino a 33.000 tonnellate di rifiuti tessili all’anno, suddivise tra due principali categorie di materiali. Innanzitutto 20.000 tonnellate di materiali post consumo, una quantità che copre sostanzialmente l’intero fabbisogno della raccolta differenziata della Toscana, permettendo di gestire a livello locale rifiuti che altrimenti transiterebbero su distanze maggiori. L’infrastruttura intercetta anche 13.000 tonnellate di scarti pre-consumo provenienti principalmente dal distretto tessile pratese stesso, creando una filiera integrata che valorizza entrambe le fonti di materiali tessili a fine vita.

Questa capacità rappresenta non solo una risposta alle esigenze ambientali attuali, ma anche un’opportunità per consolidare il ruolo di Prato come hub europeo nel recupero tessile. Il progetto unisce innovazione tecnologica, economia circolare e tradizione manifatturiera, rafforzando la posizione della città toscana come punto di riferimento continentale nel settore della rigenerazione dei materiali tessili.

Investimento strategico e visione futura

Secondo Lorenzo Perra, presidente di Plures, il Textile Hub rappresenta molto più di un nuovo impianto industriale. L’azienda lo inquadra come parte di un programma più ampio volto a rafforzare la dotazione impiantistica della Toscana, partendo dalla convinzione che la sostenibilità si costruisca prima di tutto con infrastrutture moderne, efficienti e capaci di generare valore per i territori. Questa prospettiva riflette un cambio di paradigma nell’affrontare la sfida ambientale: non come vincolo esterno, ma come opportunità di sviluppo industriale e occupazionale.

La realizzazione del progetto ha coinvolto, oltre a Plures e al Comune di Prato, le principali associazioni di categoria del territorio e partner scientifici e tecnologici, segnalando un approccio collaborativo che integra istituzioni pubbliche, imprese private e attori della ricerca. Questa sinergia riflette la consapevolezza che la transizione verso un’economia circolare nel settore tessile richiede il contributo coordinato di molteplici stakeholder.

Il Textile Hub incarna la visione del piano industriale di Plures: costruire oggi gli impianti che renderanno possibile l’economia circolare di domani, trasformando la Toscana e in particolare Prato in una regione dove la gestione intelligente dei rifiuti tessili diventa un’asset strategico e un modello replicabile a livello europeo.