Test termici estremi per la sonda DaVinci: resistenza a 465 °C
La sonda DaVinci della Nasa supera test termici estremi a 465 °C per la missione su Venere.
La sonda DaVinci, parte della missione della Nasa per esplorare l’atmosfera di Venere, ha superato con successo test termici estremi che simulano le condizioni estreme del pianeta. Durante i test, il modello ingegneristico della sonda è stato sottoposto a temperature di 465 gradi Celsius per un’ora, ripetuti sei volte, presso la Rex Heat Treat di Bedford. Questi test sono stati condotti per garantire che la sonda possa resistere al calore estremo e proteggere i suoi strumenti durante la discesa nell’atmosfera tossica del pianeta.
Resistenza termica e innovazione tecnologica
La sonda, che ha dimensioni simili a una palla da yoga e un’armatura in titanio, ha dimostrato una resistenza senza precedenti alle temperature estreme. Il test ha avuto luogo in una camera rivestita di ceramica, con pareti annerite dal calore, e la temperatura è stata portata a 465 °C nell’arco di circa un’ora, replicando esattamente le condizioni che la sonda affronterà durante la sua discesa. La sonda ha completato sei cicli termici senza danni, dimostrando la sua capacità di resistere al calore estremo.
«L’esperimento è stato un grande successo, con sei cicli fino alla temperatura della superficie di Venere, seguendo la nostra tempistica di discesa di 55-60 minuti e con tutta la strumentazione interna», ha dichiarato Jim Garvin, principal investigator di DaVinci al Goddard Space Flight Center. I test si sono svolti dal 28 agosto al 10 settembre in un forno presso la Rex Heat Treat di Bedford, in Pennsylvania – una delle poche strutture in grado di raggiungere temperature simili a quelle di Venere con la rapidità a cui sarà sottoposta la sonda.
Un passo avanti per l’esplorazione di Venere
Questi test termici fanno seguito a una campagna condotta all’inizio dell’estate per verificare il corretto funzionamento del sistema di imaging della sonda. La missione, che mira a raccogliere dati chimici sull’atmosfera di Venere, prevede l’analisi della composizione dei gas e la mappatura della superficie del pianeta. La sonda è progettata per raccogliere dati utili per comprendere meglio l’atmosfera e la superficie del pianeta.
«Abbiamo dovuto creare un sistema in grado di proteggere gli strumenti dal calore opprimente del pianeta, consentendo al tempo stesso strategicamente ai suoi gas ad alta temperatura di entrare nella sonda per essere studiati attraverso speciali aperture di ingresso», ha spiegato Kristen Brown, probe manager di DaVinci. La sonda, che sarà separata dall’orbiter principale, scatterà immagini a alta risoluzione della superficie di Venere e utilizzerà il sistema radio per mantenere il contatto con la sonda madre che orbiterà a circa novemila chilometri di quota. «Negli Stati Uniti non era mai stata effettuata, dalla metà degli anni Settanta, una valutazione così completa dell’hardware di un veicolo spaziale a temperature venusiane», ha sottolineato Garvin. La missione, attualmente in attesa dell’approvazione per passare alla fase finale di progettazione e fabbricazione, rappresenta un passo significativo nell’esplorazione scientifica del pianeta.
