Termovalorizzatore in Marche: dati, tempi e sfide per la realizzazione

Nuovo piano regionale per termovalorizzatore in Marche: dati, tempi e sfide per la realizzazione.

Termovalorizzatore in Marche: dati, tempi e sfide per la realizzazione
Termovalorizzatore in Marche: dati, tempi e sfide per la realizzazione

Un piano lungo anni per un impianto strategico

Il Consiglio regionale ha approvato il nuovo piano regionale per la gestione dei rifiuti, un documento che segna una svolta nella strategia di chiusura del ciclo dei rifiuti in Marche. Il piano, elaborato da Oikos e emendato dopo due anni di lavoro, punta su una nuova impiantistica di chiusura del ciclo, con un forte orientamento verso la tecnologia di valorizzazione energetica. L’obiettivo è realizzare un termovalorizzatore in grado di trattare 370mila tonnellate di rifiuti all’anno, suddivise in 270mila di rifiuti urbani e 100mila di rifiuti speciali. La stima definitiva del dimensionamento dell’impianto è rimandata a successivi approfondimenti tecnici da condurre in fase di progettazione.

La realizzazione dell’impianto richiederà circa 370 milioni di euro, ma la Regione valuta la possibilità di finanziarlo tramite project financing. La realizzazione dell’impianto è prevista per il 2035, con un orizzonte ufficiale che si estende a sette anni dalla sua approvazione. La gestione del progetto passerà attraverso una nuova Autorità d’ambito unica regionale, che dovrà coordinare la progettazione e la realizzazione dell’impianto.

La localizzazione: un’incognita complessa

La scelta del luogo per l’impianto rappresenta una delle sfide principali del piano. Entro due mesi dall’approvazione del piano, la giunta regionale dovrà individuare un gruppo di lavoro che, nei sette mesi successivi, stilerà una “rosa ristretta di siti” adatti a ospitare l’impianto. Questo elenco dovrà poi essere sottoposto a Valutazione ambientale strategica (Vas), un processo che richiederà altri tredici mesi. La localizzazione dovrà rispettare criteri come la prossimità ai centri di produzione dei rifiuti, la presenza di infrastrutture esistenti e la compatibilità con le normative ambientali.

La Regione privilegerà siti già infrastrutturati o compresi in poli tecnologici, ma la scelta resterà un processo lungo e complesso. Alcune aree, come quelle di Corinaldo, Tavullia e l’entroterra fanese, sono state indicate come potenziali candidati per la localizzazione dell’impianto. Tuttavia, la decisione non sarà semplice, e potrebbe richiedere mesi di lavoro per valutare le opzioni disponibili.

La governance: un passo verso la riorganizzazione

La realizzazione del termovalorizzatore implica una riorganizzazione della governance regionale. La nuova Autorità d’ambito unica regionale dovrà essere costituita con una legge ad hoc, e dovrà gestire la progettazione e la realizzazione dell’impianto. La gestione delle operazioni di raccolta, trasporto e conferimento in discarica resterà a livello provinciale, mentre la gestione dell’impiantistica passerà a livello regionale. La legge per la costituzione dell’Autorità dovrà essere approvata entro un anno dall’approvazione del piano, con l’obiettivo di raggiungere la piena operatività entro 24 mesi.

Un progetto in movimento, ma con tempi lunghi

Il piano prevede un percorso lungo e complesso, che potrebbe richiedere sette o otto anni per completare la realizzazione dell’impianto. La Regione ha indicato un orizzonte ufficiale per il 2035, ma la realizzazione effettiva potrebbe slittare a causa delle procedure amministrative e dei tempi necessari per la valutazione ambientale. La realizzazione dell’impianto non è solo un progetto tecnico, ma anche un processo politico e sociale che dovrà affrontare le resistenze e le preoccupazioni dei territori coinvolti. La realizzazione del termovalorizzatore rappresenta un passo importante per la gestione dei rifiuti in Marche, ma richiederà tempo, risorse e una collaborazione tra diversi attori. La decisione finale sulla localizzazione dell’impianto sarà disponibile tra non prima di nove mesi, se tutto andrà bene.