Superperizia sul cellulare di Fakir. Poliziotti e sanitari coinvolti non tornano al lavoro

Superperizia sul cellulare di Fakir. Poliziotti e sanitari coinvolti non tornano al lavoro.

Poliziotti e sanitari coinvolti in incidente di Fakir non tornano al lavoro
Poliziotti e sanitari coinvolti in incidente di Fakir non tornano al lavoro

La morte di Abderrahim Fakir ha scosso Bologna e ha acceso un’inchiesta che ora si muove verso una fase decisiva. Dopo la tragedia del 19 luglio, i poliziotti e i sanitari coinvolti non sono tornati al lavoro, mentre la famiglia del 42enne marocchino ha espresso fiducia nella giustizia italiana. La procura ha programmato un incarico per domani: l’analisi tecnica del cellulare di Fakir, sequestrato durante l’intervento, per ricostruire gli ultimi momenti della sua vita. L’ingegnere informatico Giuseppe Ferraro, noto per il lavoro svolto nel caso di Pierina Paganelli, sarà incaricato di setacciare i dati del dispositivo per chiarire gli ultimi contatti del 42enne e rispondere ai dubbi sull’effettiva presenza di Fakir al Pilastro.

Un’analisi tecnica per chiarire la dinamica

L’obiettivo della richiesta avanzata dall’avvocato Gabriele Bordoni è migliorare la qualità dei video e dell’audio, per attribuire esattamente la paternità delle frasi captate nei filmati. Tra le immagini disponibili, quelle girate dai residenti di via Svevo, la telecamera di strada e la bodycam di uno dei poliziotti, si potrebbe ricostruire con maggiore precisione la sequenza di eventi che ha portato alla morte di Fakir. L’ingegnere Ferraro dovrà analizzare i segreti del cellulare per chiarire gli ultimi contatti del 42enne e rispondere ai dubbi sull’effettiva presenza di Fakir al Pilastro la mattina del 19 luglio.

La famiglia e la difesa chiedono giustizia

La famiglia di Fakir ha espresso fiducia nella giustizia italiana, incontrando Pisani in Questura. L’avvocato Anselmo ha ribadito che la difesa ha chiesto che non fosse la polizia a indagare, ma che fosse un’indagine indipendente a seguire i fatti. L’avvocato Simoni, che difende i sanitari del 118, ha sottolineato che la scelta di non tornare al lavoro è una “scelta per la loro serenità”, pur riconoscendo che i sanitari prestano comunque lavoro volontario.

La procura ha programmato il conferimento dell’incarico per domani, con il coordinamento del procuratore capo Paolo Guido. I sanitari, nonostante l’Ausl abbia avviato un audit interno, non hanno ancora ripreso servizio operativo sulle ambulanze. Tra i due poliziotti coinvolti, uno è in ferie e l’altro ha trascorso un periodo di malattia per le ferite riportate durante l’intervento.

La richiesta di una superperizia sul cellulare di Fakir rappresenta un passo importante per ricostruire con precisione gli ultimi momenti della vita del 42enne marocchino.

L’analisi tecnica potrebbe aiutare a rispondere a domande che ancora rimangono aperte, come il motivo per cui Fakir si trovava al Pilastro la mattina del 19 luglio.