Sovranità digitale europea

Esperti sottolineano importanza di regole sul digitale e AI, ma chiedono investimenti strutturali per l’autonomia strategica europea e la sicurezza delle infrastrutture

Evento di dibattito su tecnologia e sovranità europea in sala conferenze presso palazzo istituzionale a Roma
Evento di dibattito su tecnologia e sovranità europea in sala conferenze presso palazzo istituzionale a Roma

Le istituzioni europee devono creare le condizioni affinché le reti continentali possano innovare, sostenere la crescita economica e affrontare le nuove minacce della sicurezza digitale, ma questo richiede un approccio duplice: normative chiare e investimenti strutturali per costruire un’effettiva autonomia strategica. È il messaggio emerso dall’evento “Tecnologia, potere, regole: la nuova partita della sovranità europea”, organizzato da Adnkronos e Open Gate Italia presso Palazzo dell’Informazione a Roma, dove esperti del settore hanno discusso le sfide della sovranità tecnologica del continente nel contesto dell’intelligenza artificiale e delle infrastrutture digitali.

La regolazione non basta: serve costruire capacità europee

Edoardo Carlo Raffiotta, professore di Diritto pubblico e Diritto dell’innovazione e dell’intelligenza artificiale presso l’università degli studi di Milano Bicocca e avvocato in materia di diritto dell’innovazione, ha evidenziato come il dibattito normativo rappresenti solo una parte della soluzione. Il passaggio dalla semplice correzione dei mercati alla costruzione di capacità, resilienza e autonomia rappresenta un obiettivo complesso e articolato, ha spiegato l’esperto, sottolineando che gli strumenti attuali come il Digital Markets Act perseguono principalmente l’obiettivo della contendibilità dei mercati piuttosto che della promozione della concorrenza nel senso tradizionale delle telecomunicazioni.

Secondo Raffiotta, la dimensione normativa rappresenta comunque un elemento fondamentale dell’architettura europea. Il Digital Markets Act, in qualità di principale strumento di regolazione ex ante del settore digitale, fornisce una cornice essenziale per garantire che i mercati rimangano aperti e contestabili. Tuttavia, questo approccio da solo non è sufficiente per raggiungere l’indipendenza strategica che l’Europa necessita nel panorama tecnologico globale.

Interoperabilità e protezione dei dati come pilastri della sovranità

Un elemento cruciale per l’autonomia strategica europea riguarda la gestione e la protezione dei dati. Garantire l’interoperabilità tra sistemi e salvaguardare i propri dati diviene essenziale per permettere scelte indipendenti senza ingerenze da entità o Stati stranieri, ha sottolineato Raffiotta. Questa dimensione della sovranità digitale tocca direttamente il tema della fiducia e della resilienza delle infrastrutture europee, poiché consente al continente di sviluppare tecnologie e servizi senza dipendenze critiche da attori esterni.

L’esperto ha identificato proprio in questa leva una delle più importanti per definire la politica industriale nel digitale europeo. Investire nella capacità di gestire autonomamente i propri dati, garantendo interoperabilità tra piattaforme e servizi, rappresenta un passaggio strategico verso l’indipendenza tecnologica. Ciò si connette direttamente con il tema più ampio della sovranità europea nel settore dell’intelligenza artificiale, dove la possibilità di sviluppare sistemi autonomi assume importanza crescente.

Evento di dibattito su tecnologia e sovranità europea in sala conferenze presso palazzo istituzionale a Roma, immagine di approfondimento

Nel corso dell’evento, è emerso come gli operatori del settore, che gestiscono data center, reti cloud, infrastrutture di telecomunicazioni e servizi avanzati alle imprese, si trovino a operare in un contesto normativo complesso. Questi soggetti necessitano di una governance coerente che riduca le contraddizioni fra i diversi provvedimenti in vigore, evitando frammentazioni che potrebbero ostacolare l’innovazione e aumentare i costi operativi.

Investimenti e ricerca per chiudere il divario con i competitor globali

Gli esperti hanno ribadito che il vero motore del cambiamento risiede negli investimenti e nella promozione di una cultura dell’innovazione. Sostenere la ricerca scientifica e tecnologica, facilitare lo sviluppo di modelli e sistemi nazionali da parte delle imprese europee rappresenta una necessità strategica per competere su scala globale. Senza questo impegno finanziario e culturale, anche la migliore architettura normativa rischia di rimanere sterile dal punto di vista dello sviluppo industriale.

Una particolare attenzione è stata dedicata alle politiche di incentivazione per gli investimenti nelle reti di telecomunicazioni, riconosciute come infrastruttura strategica fondamentale. Queste reti non solo reggono la democrazia digitale e lo sviluppo economico del Paese, ma rappresentano anche la spina dorsale sulla quale poggia il continente europeo nel suo complesso. Gli esperti hanno evidenziato che sebbene alcune iniziative siano già in corso e rappresentino passi nella giusta direzione, occorre ampliare significativamente l’impegno finanziario e strutturale per colmare il divario con i competitor globali.

Il messaggio conclusivo dell’evento risuona chiaro: l’Europa non può limitarsi a regolare il settore digitale attraverso nuove norme, ma deve avviare una stagione di investimenti massicci e coordinati per costruire un ecosistema tecnologico autonomo, resiliente e competitivo su scala mondiale.