Russia attacca Crosetto per l’offerta a Fedorov: la replica di Mosca
La portavoce del ministero degli Esteri russo Zakharova critica duramente l’Italia per l’incarico proposto all’ex ministro ucraino. Tensioni diplomatiche tra Roma e Mosca
La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha lanciato un attacco diretto contro il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto dopo l’offerta di un incarico come consulente all’ex ministro ucraino Mykhailo Fedorov. La reazione di Mosca evidenzia il malcontento dei vertici russi per una mossa che tocca questioni sensibili nella guerra in corso in Ucraina e nelle relazioni tra Roma e la Federazione Russa.
Fedorov era stato allontanato dal suo incarico di ministro dell’Innovazione del governo ucraino durante un recente rimpasto condotto dal presidente Volodymyr Zelensky. La sua uscita dalla scena governativa ucraina aveva generato attenzioni internazionali, tanto che il ministro italiano Crosetto ha deciso di offrirgli un ruolo di consulente.
La provocazione diplomatica secondo Mosca
Zakharova non ha usato toni misurati nella sua reazione. La portavoce russa, nota per esternazioni dirette e spesso pungenti nei confronti dell’Occidente, ha colto l’occasione per esprimere il forte disappunto del Cremlino. L’accusa rivolta all’Italia riguarda una presunta violazione delle priorità geopolitiche rispetto ai rapporti con la Russia.
Secondo quanto riferisce ansa.it, Mosca ha interpretato il gesto di Crosetto come una chiara presa di posizione a favore dell’Ucraina, in un momento particolarmente delicato dei negoziati internazionali e della situazione bellica. L’accoglienza riservata a Fedorov in Italia, ancorché in veste di consulente e non di rappresentante governativo ufficiale, è stata letta dai vertici russi come un segnale di allineamento senza ambiguità verso Kiev.
La scelta di offrire a Fedorov uno spazio nel contesto italiano non è stata casuale. L’ex ministro ucraino aveva ricoperto una posizione strategica nei settori dell’innovazione e della tecnologia, settori che rimangono cruciali anche nel conflitto in corso. Il fatto che Zelensky lo abbia rimosso dal suo incarico non ha scoraggiato Crosetto dal ritenere utile il contributo di una figura con esperienza governativa ucraina.
Tensioni crescenti tra Roma e Mosca
Il secondo attacco di Zakharova rientra in un quadro più ampio di crescenti frizioni tra Italia e Russia. Da quando il conflitto in Ucraina ha avuto inizio, le posizioni diplomatiche di Roma si sono progressivamente allineate con quelle dell’Unione Europea e della Nato, sebbene con qualche differenziazione rispetto ad altri partner europei.
L’irritazione dei vertici russi riflette il tentativo di Mosca di mantenere canali di comunicazione aperti con le capitali europee, inclusa Roma, pur nel contesto di una contrapposizione strategica globale. Gli attacchi di Zakharova rappresentano segnali pubblici di scontentezza che precedono solitamente escalation nelle tensioni diplomatiche.
Come riferisce ilfattoquotidiano.it, il gesto di Crosetto verso Fedorov deve essere inquadrato anche alla luce delle dinamiche interne ucraine. Il presidente Zelensky aveva deciso di rinnovare la sua squadra governativa in un momento critico, e il fatto che un’altra nazione accordasse spazio a un ministro da lui rimosso poteva essere percepito come una delegittimazione della sua decisione.
Tuttavia, dal punto di vista italiano, l’offerta rivolta a Fedorov rappresenta soprattutto un’apertura pragmatica verso figure con comprovata esperienza nel governo ucraino, indipendentemente dalle loro vicissitudini politiche interne. Il ministro della Difesa italiano, nel proporre questo ruolo, ha probabilmente valutato il potenziale contributo che Fedorov potrebbe fornire in materia di consulenza su questioni di interesse strategico.
La reazione della Russia, pur contenuta nel formato di una dichiarazione di portavoce, segnala chiaramente che Mosca monitora attentamente i rapporti che le nazioni europee intrattengono con figure di spicco dell’establishment ucraino. Questi scambi diplomatici, apparentemente minori, hanno in realtà implicazioni geopolitiche significative nel contesto della guerra in corso e della ricerca di equilibri stabili in Europa.
Le settimane a venire diranno se questa frizione verbale resterà circoscritta al livello delle dichiarazioni pubbliche o se comporterà conseguenze più concrete nei rapporti bilaterali tra Roma e Mosca.
