Quattro antagonisti del Blocco Nero fermati per l’assalto No Tav in Val di Susa

Quattro presunti appartenenti al Blocco Nero arrestati per l’attacco ai cantieri dell’Alta Velocità. La procura di Torino ipotizza devastazione. Meloni e Piantedosi in sopralluogo dopo gli scontri.

Cantiere dell'Alta Velocità in Valle di Susa con presidi di sicurezza dopo gli scontri, carabinieri in assetto antisommossa
Cantiere dell’Alta Velocità in Valle di Susa con presidi di sicurezza dopo gli scontri, carabinieri in assetto antisommossa

La procura di Torino ha aperto un fascicolo per il reato di devastazione a seguito dell’attacco ai cantieri dell’Alta Velocità in Val di Susa avvenuto sabato scorso. Quattro presunti appartenenti al Blocco Nero, gruppo antagonista, sono stati fermati dagli investigatori. L’assalto, perpetrato da circa un migliaio di militanti, rappresenta secondo fonti informate un cambio di passo nella vicenda No Tav, come riferisce l’Ansa. Gli scontri hanno causato 143 feriti tra le forze dell’ordine.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi hanno effettuato un sopralluogo nei cantieri della linea ferroviaria ad alta velocità nei giorni seguenti alle violenze. La visita istituzionale rappresenta una risposta diretta alle manifestazioni antagoniste che hanno caratterizzato la giornata di sabato. La loro presenza nei siti interessati dall’attacco evidenzia l’attenzione del governo centrale sulla situazione di ordine pubblico nella valle piemontese.

Le indagini e l’ipotesi di reato

Il fascicolo aperto dalla procura torinese concentra l’attenzione sulla ipotesi di reato di devastazione, reato che contempla la distruzione e il danneggiamento di beni pubblici e privati. Gli investigatori hanno condotto accertamenti nei giorni successivi all’evento, permettendo l’identificazione e il fermo di quattro soggetti stranieri ritenuti partecipi dell’azione violenta. Le indagini proseguono al fine di ricostruire dinamiche e responsabilità individuali dei presenti.

La circostanza che i fermati siano di nazionalità straniera aggiunge una dimensione ulteriore al caso, suggerendo che la protesta No Tav abbia attratto partecipanti da oltre i confini nazionali. Questa caratteristica non costituisce elemento nuovo nelle mobilitazioni contro la linea ferroviaria, ma la scala dell’evento di sabato, con il coinvolgimento di circa mille persone, ha amplificato gli effetti e la rilevanza mediatica e istituzionale.

Il bilancio umano degli scontri risulta particolarmente grave dal lato dell’apparato securitario statale. I 143 feriti tra i carabinieri e le altre forze dell’ordine impiegate costituiscono un dato che testimonia l’intensità dello scontro fisico avvenuto nei pressi del cantiere. Questi numeri riflettono la modalità d’azione utilizzata dai manifestanti e il livello di preparazione militare con cui il Blocco Nero ha organizzato l’azione.

Cantiere dell'Alta Velocità in Valle di Susa con presidi di sicurezza dopo gli scontri, carabinieri in assetto antisommossa, immagine di approfondimento

Il contesto della protesta No Tav

La contestazione nei confronti della costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità nella Valle di Susa rappresenta un capitolo lungo della storia dei conflitti sociali italiano. Le manifestazioni No Tav hanno storicamente alternato forme di protesta pacifiche a momenti di scontro diretto con le forze dell’ordine. L’attacco di sabato scorso segna, secondo analisti e fonti informate, una intensificazione della conflittualità fino a quel momento registrata.

La partecipazione organizzata del Blocco Nero, movimento anarchico noto per l’uso di tattiche di guerriglia urbana, rappresenta una evoluzione nel repertorio di azioni messe in campo contro il progetto ferroviario. La composizione internazionale dei fermati suggerisce che la mobilitazione abbia beneficiato di coordinamento transnazionale tra soggetti appartenenti alla galassia anarchica europea.

Le indagini continuano per acquisire ulteriori elementi probatori e possibili collegamenti con altri soggetti presenti al momento dell’attacco. Le autorità hanno in corso l’acquisizione di filmati, testimonianze e materiale documentale utile a ricostruire la sequenza degli eventi e le responsabilità di ciascuno dei partecipanti alla manifestazione che ha visto scontri diretti nei pressi della struttura di cantiere.