Procura di Pavia valuta nuove consulenze su Dna e impronta per Sempio
La Procura di Pavia valuta nuove consulenze su Dna e impronta per Sempio, in vista del processo. Due nuove analisi per chiarire le prove.
La Procura di Pavia ha deciso di valutare nuove consulenze scientifiche sul Dna trovato sotto le unghie di Chiara Poggi e sull’impronta lasciata nella villetta di via Pascoli. L’obiettivo è chiarire la validità di due elementi chiave del fascicolo accusatorio, che potrebbero influenzare la decisione di aprire un processo contro Andrea Sempio. La scelta di sottoporre le contestazioni alla verifica di esperti segue una serie di obiezioni presentate dalla difesa, che ha tentato di smontare gli elementi scientifici su cui si basa l’ipotesi accusatoria. La Procura ha scelto di non ignorare le contestazioni, ma di valutarle con attenzione, per garantire la solidità delle prove prima di portare il fascicolo davanti a un giudice.
Due consulenze per chiarire le prove
Le due nuove consulenze sono state affidate a esperti specializzati: il genetista Carlo Previderè e l’antropologa Cristina Cattaneo. Il primo dovrà esaminare il Dna trovato sotto le unghie di Chiara Poggi, un elemento centrale nella ricostruzione dell’omicidio. Le analisi precedenti avevano evidenziato una compatibilità tra il profilo genetico maschile e la linea paterna della famiglia Sempio, ma il campione è stato descritto come parziale, misto e degradato, condizioni che richiedono una valutazione attenta. La difesa sostiene che la traccia non possa dimostrare un contatto violento con la vittima e richiama possibili contaminazioni o manipolazioni dei reperti. Per la Procura, invece, il dato genetico deve essere letto in combinazione con altri elementi raccolti durante la nuova indagine.
La seconda consulenza riguarda l’impronta numero 6, lasciata sul pavimento della villetta da una scarpa con suola a pallini. Durante i precedenti processi, l’impronta era stata ricondotta a una scarpa Frau di taglia 42. Tuttavia, la difesa di Sempio ha contestato questa conclusione, sostenendo che il problema non riguardi solo la lunghezza del piede, ma soprattutto la sua larghezza. Sempio ha sempre dichiarato di calzare il numero 44, e i suoi consulenti sostengono che la conformazione del piede non gli avrebbe permesso di indossare il modello associato all’impronta. La consulenza dovrà rispondere a una domanda precisa: il piede di Andrea Sempio avrebbe potuto entrare nella scarpa che lasciò quella traccia oppure le dimensioni e la conformazione anatomica rendono questa possibilità scientificamente insostenibile?
La decisione finale spetta al giudice
Le due consulenze dovranno concludersi entro la fine di settembre, termine indicato per la scadenza delle indagini preliminari. Una volta completate, la Procura dovrà assumere le proprie determinazioni, che potrebbero portare alla richiesta di rinvio a giudizio di Sempio. La decisione finale, tuttavia, spetterà al giudice, che dovrà valutare la tenuta complessiva degli atti e delle consulenze. Sempio continua a dichiararsi innocente e, fino a un’eventuale sentenza definitiva, deve essere considerato tale.
Parallelamente, la Procura di Pavia ha aperto un nuovo fronte: il tentativo di rimettere in discussione la condanna definitiva di Alberto Stasi, l’unico condannato per l’omicidio di Chiara Poggi. La nuova ricostruzione attribuisce il delitto esclusivamente a Sempio, ma la sentenza a carico di Stasi conserva piena validità. La Procura ha iniziato a preparare una richiesta di revisione, ma per farlo dovrà risolvere i dubbi che continuano a concentrarsi sulle prove più fragili e decisive del fascicolo. Il Dna, l’impronta e il profilo dell’indagato non dovranno soltanto alimentare una nuova ricostruzione del delitto, ma resistere al contraddittorio di un’aula di giustizia.
La Procura ha scelto di non ignorare le contestazioni, ma di valutarle con attenzione.
La decisione finale spetterà al giudice, che dovrà valutare la tenuta complessiva degli atti e delle consulenze.
