La procura chiede ergastolo per i cinque familiari di Saman Abbas

La procura generale di Bologna chiede ergastolo per i cinque familiari dell’omicida Saman Abbas.

La procura chiede ergastolo per i cinque familiari di Saman Abbas
La procura chiede ergastolo per i cinque familiari di Saman Abbas

La procura generale di Bologna ha chiesto l’ergastolo per i cinque familiari imputati nell’omicidio della 18enne pakistana Saman Abbas, avvenuto a Novellara nel 2021. I genitori, già condannati all’ergastolo in primo grado, lo zio e i due cugini, assolti in primo grado, sono al centro del processo d’appello. La pg Silvia Marzocchi ha sottolineato l’importanza di una sentenza che restituisca a Saman il ruolo di vittima di un’azione inumana e barbara, compiuta in esecuzione di una condanna a morte da parte di tutta la famiglia.

La richiesta dell’ergastolo e le aggravanti

L’accusa ha sostenuto la sussistenza dei reati di omicidio e soppressione di cadavere, con aggravanti di premeditazione e motivi abietti e futili. La procura ha richiesto l’ergastolo per tutti e cinque i familiari, accompagnato da un anno di isolamento diurno. La sentenza di primo grado, emessa dalla Corte di assise di Reggio Emilia, aveva condannato i genitori all’ergastolo, assolto lo zio e liberato i cugini. La pg ha però sottolineato l’attendibilità della testimonianza del fratello 21enne di Saman, che ha rivelato un ruolo non corretto nella lite che ha portato all’omicidio.

La testimonianza del fratello ha rivelato un ruolo non meritato nella lite. Secondo la procura generale, il fratello di Saman ha detto la verità sulle questioni fondamentali e non ha mai contraddetto le dichiarazioni. La pg Silvia Marzocchi ha spiegato che l’esclusione della premeditazione ha attribuito al fratello un ruolo non meritato, come autore dell’innesco della lite. La procura ha sottolineato l’effetto devastante che questa storia ha avuto sulla vita del ragazzo, che è stato abbandonato in Italia e costretto a fuggire clandestino.

Il processo d’appello e i dettagli

Nel processo d’appello, oltre ai genitori di Saman, condannati all’ergastolo in primo grado, sono imputati lo zio Danish Hasnain, condannato a 14 anni, e i cugini Nomanulhaq Nomanulhaq e Ikram Ijaz, che in primo grado sono stati assolti e quindi al momento sono liberi. La procura ha sottolineato l’importanza di una sentenza che restituisca a Saman il ruolo di vittima di un’azione inumana e barbara, compiuta in esecuzione di una condanna a morte da parte di tutta la famiglia.

La testimonianza del fratello collima con gli elementi emersi nel processo. La pg ha sottolineato che il ragazzo ha cercato di sottrarsi, ma poi ha deciso di raccontare quello che sapeva. La richiesta dell’ergastolo per i cinque familiari è parte di un tentativo di restituire a Saman il ruolo di vittima di un’azione inumana e barbara, compiuta in esecuzione di una condanna a morte da parte di tutta la famiglia.