Le Pappardelle tra volontariato e nuove sfide: dalla tv al quartiere
Le Pappardelle, ex vincitrici di Reazione a Catena, si dedicano al volontariato e a nuovi progetti.
Le Pappardelle, Carolina, Maria Giulia e Francesca, sono diventate popolari in tutta Italia grazie alle loro vittorie nel programma Rai Reazione a Catena. Dopo aver raccolto 266mila euro di vincita, le ragazze hanno scelto di dedicarsi al volontariato, al teatro e a un progetto di linea di sughi. La loro vita, però, non è solo fatta di successi: si confrontano con critiche sui social, si impegnano nel quartiere di Firenze, l’Isolotto, e si preparano a nuove esperienze. La loro storia, raccontata in un’intervista, mostra una transizione lenta ma determinata.
Da vincitrici a volontarie: un passo verso il quartiere
Le Pappardelle, nate e cresciute nell’Isolotto, hanno scelto di tornare al quartiere in cui sono nate dopo la vittoria. “Per noi è sempre stato normale aiutare, sia con la parrocchia che con il teatro”, spiegano. La loro volontà di rimanere radicate nel quartiere è un elemento chiave del loro nuovo impegno. Hanno iniziato a contattare aziende di pasta per creare una linea di sughi, un progetto che potrebbe portare nuove opportunità. “È ancora tutto in divenire”, dicono.
Le Pappardelle non si limitano al volontariato: hanno creato la compagnia teatrale i Girafiabe, che si esibisce in spettacoli come Quando l’Arca si fermerà, un’opera inedita che celebra i sessant’anni dall’Alluvione del 1966. L’idea è di raccontare storie di resistenza e solidarietà, ispirate ai bambini che aiutavano a sistemare la biblioteca distrutta. “Siamo orgogliose di portare in scena una storia che unisce passato e presente”, dicono.
Le sfide del social e la difesa della propria immagine
Nonostante i successi, Le Pappardelle non sono immune alle critiche. Sui social, hanno subito attacchi e insulti, alcuni dei quali sono andati oltre i limiti. “Abbiamo già preso provvedimenti per un caso: su TikTok sono apparsi profili con le nostre foto, anche in intimo”, spiegano. Le ragazze temevano truffe o invii di messaggi personali, e hanno deciso di denunciare. “Siamo donne e ci affidiamo a dei legali. Vogliamo dare un messaggio: per noi essere indifferenti è sbagliato”, affermano.
Le Pappardelle, però, non si fermano. Hanno iniziato a contattare aziende di pasta per creare una linea di sughi, un progetto che potrebbe portare nuove opportunità. “È ancora tutto in divenire”, dicono. La loro vita, però, non è solo fatta di progetti: è fatta di emozioni, di relazioni e di un impegno concreto. La loro storia, tra tv e quartiere, è un esempio di come la fama può trasformarsi in un impegno reale e significativo. Le Pappardelle si preparano a nuove esperienze, come la serata benefica La pappardellata in piazza all’Isolotto. “Vogliamo creare un’atmosfera di festa, per rendere indietro tutto il supporto che abbiamo ricevuto”, spiegano. Anche se i posti sono limitati per motivi di sicurezza, il loro impegno è concreto e visibile. La loro presenza in piazza ha dato vita a un momento di festa e di ringraziamento.
