La OPEP+ aumenta la produzione di petrolio di 188.000 barili al giorno a settembre
La OPEP+ decide di aumentare la produzione di petrolio di 188.000 barili al giorno a settembre, nonostante le tensioni e le difficoltà di consegna.

La OPEP+ ha deciso di aumentare la produzione di petrolio di 188.000 barili al giorno a partire da settembre, come annunciato in un comunicato ufficiale. L’aumento, che entrerà in vigore a settembre, è stato approvato durante una videoconferenza tra i ministri del petrolio e dell’energia di Arabia Saudita, Russia, Iraq, Kuwait, Kazakistan, Algeria e Oman. La decisione è stata presa in un contesto di tensioni internazionali e di difficoltà nella consegna del petrolio, causate in parte dalla guerra in Oriente Medio e dagli attacchi alle infrastrutture energetiche.
Un aumento limitato da problemi logistici
Nonostante l’aumento, la OPEP+ ha riconosciuto che la sua applicazione potrebbe essere ostacolata da gravi perturbazioni nel trasporto del petrolio, specialmente nei mercati di membri chiave come Arabia Saudita, Iran, Iraq e Kuwait. La guerra scatenata il 28 febbraio da Stati Uniti e Israele contro l’Iran ha causato un impatto significativo sulle rotte di consegna, con particolari difficoltà nel passaggio per il Golfo di Ormuz e il Mar Rosso. Questi ostacoli hanno ridotto la capacità di esportazione di alcuni membri, complicando l’effettiva implementazione dell’aumento. La guerra in Oriente Medio ha ridotto la capacità di consegna del petrolio, con conseguenze dirette sui mercati internazionali. Inoltre, la produzione russa è in calo a causa degli attacchi alle infrastrutture energetiche da parte dell’Ucraina, che cerca di limitare la capacità finanziaria di Mosca. Questi fattori hanno reso più complesso l’obiettivo di aumentare la produzione a settembre.
Le quote di produzione superano i dati recenti
Il comunicato ha anche stabilito quote di produzione per i sette paesi coinvolti, che in alcuni casi superano i dati di produzione più recenti. Ad esempio, la quota prevista per la Russia è di 9,949 milioni di barili al giorno, mentre il suo livello di produzione nel giugno scorso era di 8,928 mbd. Per l’Arabia Saudita, la quota è di 10,47 mbd, molto superiore ai 6,84 mbd registrati nel mese precedente. Questi dati indicano un tentativo di rientrare nel piano di riduzione della produzione inizialmente stabilito nel 2023.
La OPEP+ ha mantenuto per sei mesi consecutivi la strategia di aumento della produzione, pur riconoscendo i limiti imposti dalle condizioni geopolitiche e logistici. La decisione di settembre rappresenta un ulteriore passo nella gestione della domanda globale di petrolio, ma la sua effettiva applicazione dipende da una serie di fattori esterni e interni che continuano a influenzare il mercato.
La OPEP+ è composta da undici membri, tra cui la OPEP e altre dieci nazioni produttrici di petrolio, tra cui Russia, Messico, Kazakistan e Azerbaijan. L’organizzazione, guidata da Arabia Saudita e Russia, ha mantenuto per sei mesi consecutivi la sua strategia di aumento della produzione, pur riconoscendo i limiti imposti dalle condizioni geopolitiche e logistici. La decisione di settembre rappresenta un ulteriore passo nella gestione della domanda globale di petrolio, ma la sua effettiva applicazione dipende da una serie di fattori esterni e interni che continuano a influenzare il mercato.
